Quanti delay ci sono sul mercato? Tape, analogici, digitali, emulazioni vintage, soluzioni ultra-moderne: oggi il chitarrista ha davvero l’imbarazzo della scelta. Eppure, non è così comune imbattersi in un delay che riesca a coniugare versatilità, creatività e profondità sonora senza diventare complicato o dispersivo. Con il Layer Delayer, Ibanez propone una visione diversa del classico pedale delay: non solo ripetizioni, ma strati sonori, movimento stereo e possibilità di scolpire il segnale in modo estremamente musicale. Ho avuto modo di testarlo a fondo, sia in studio che in un rig stereo…ecco le mie impressioni. Buona lettura!

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Ulteriori informazioni

Ibanez Layer Delayer – in breve

  • Delay estremamente versatile: tape, analog e digital in un solo pedale
  • Filtro passa-basso ladder con resonance sul segnale effettato
  • Gestione del tempo in millisecondi o BPM
  • Tap tempo e suddivisioni ritmiche automatiche
  • Preset richiamabili
  • Funzione Tail Decay per gestione avanzata del bypass
  • Modalità stereo con Auto-Pan e controllo della velocità
  • Display a 14 segmenti chiaro e leggibile

Costruzione e look del Layer Delayer

Il Layer Delayer si presenta con uno chassis solido, tipico della produzione Ibanez più recente, pensato chiaramente per affrontare senza problemi palco, studio e trasporti frequenti. Il layout è ordinato, moderno e funzionale: nonostante la quantità di controlli e funzioni, tutto risulta ben distribuito e immediatamente comprensibile.

Il display a 14 segmenti è uno degli elementi chiave del pedale. Permette di visualizzare in modo chiaro tempo, BPM o numero di preset, rendendo l’utilizzo pratico anche in condizioni di luce non ottimali. I controlli sono robusti, con una corsa precisa, e restituiscono una sensazione di affidabilità generale.

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Dal punto di vista delle connessioni, il Layer Delayer può essere utilizzato sia in catena classica tra chitarra e amplificatore, sia nel loop effetti, grazie al controllo LEVEL, che consente di selezionare correttamente il livello Instrument o Line. Un dettaglio tutt’altro che scontato, ma fondamentale per preservare la qualità del segnale.

Controlli e filosofia sonora del Layer Delayer 

Il Layer Delayer non nasce come un semplice delay “imposta e suona”, ma come uno strumento vero e proprio per modellare il suono. La filosofia di fondo è chiara: offrire al chitarrista un controllo totale sul carattere e sul comportamento delle ripetizioni, senza sacrificare musicalità. 

I controlli principali sono familiari, ma con qualche soluzione intelligente:

MIX gestisce il rapporto tra segnale dry e wet. Fino a ore 12 si arriva a un interessante 100% dry / 100% wet, soluzione ideale anche per utilizzi in parallelo o ambient.

TIME regola il tempo di ritardo e, premendo la manopola, consente di passare da millisecondi a BPM, con conferma visiva sul display.

FEEDBACK controlla il numero di ripetizioni, da slapback discreti fino a code molto lunghe e stratificate.

TAP tempo, attivabile con almeno due pressioni, che rende il pedale estremamente pratico anche in contesti live.

TONE: Uno degli aspetti più riusciti del Layer Delayer è senza dubbio il controllo TONE. Non si tratta di un semplice equalizzatore sulle ripetizioni, ma di una vera e propria transizione timbrica:

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  • A valori minimi, il delay assume un carattere scuro e compresso tipico del TAPE, che richiama le classiche macchine a nastro.
  • Intorno a ore 12 si entra in territorio analogico, con ripetizioni calde, rotonde e perfettamente integrate nel suono.
  • Spingendo ulteriormente il controllo, il delay diventa via via più definito, fino ad arrivare a un digitale cristallino e moderno.

Questa continuità rende il pedale estremamente musicale e adatto a moltissimi contesti, dal vintage all’ambient contemporaneo.

FILTER: Il vero elemento distintivo del Layer Delayer è però la sezione FILTER. Ibanez ha integrato un filtro ladder passa-basso simulato, che agisce esclusivamente sul segnale effettato.

  • CUT OFF regola la frequenza di intervento del filtro e può essere attivato o disattivato premendo la manopola.
  • RESONANCE controlla l’enfasi sulla frequenza di taglio, permettendo effetti più morbidi o decisamente più pronunciati.

Questa sezione apre le porte a territori che vanno oltre il classico delay: sound design, ambient, dub, post-rock, fino a texture quasi synth-like. È una soluzione che invita a sperimentare e a usare il delay come elemento creativo centrale.

Ritmica, suddivisioni e musicalità

Il Layer Delayer gestisce automaticamente diverse suddivisioni ritmiche partendo da un quarto di nota. Vengono generati delay in sedicesimi e terzine, con volumi differenziati, che risultano sempre musicali e mai caotici.

Questa caratteristica è particolarmente efficace per:

  • arpeggi ritmici
  • parti syncate
  • delay “alla U2” senza dover programmare nulla di complesso

Il tutto resta sempre perfettamente controllabile grazie al tap tempo e al display.

Stereo, Auto-Pan e movimento nello spazio

In configurazione stereo, il Layer Delayer cambia completamente personalità. Attivando la PAN MODE, il pedale applica un auto-pan esclusivamente alle ripetizioni, lasciando il segnale dry perfettamente centrato.

Con il controllo PAN SPEED è possibile scegliere tra 8 preset di movimento, da panoramiche strette e lente fino ad aperture ampie e veloci. Il risultato è estremamente tridimensionale e rende il pedale perfetto per:

  • rig stereo
  • registrazioni in studio
  • colonne sonore e soundscape

Preset, Tail Decay e utilizzo reale

La presenza dei preset rende il Layer Delayer particolarmente pratico dal vivo, permettendo di passare rapidamente tra suoni molto diversi.

La funzione TAIL DECAY aggiunge un ulteriore livello di controllo: è possibile decidere se le ripetizioni si interrompono immediatamente (come in un true bypass) oppure se continuano a dissolversi anche dopo aver disattivato l’effetto.

Un dettaglio che fa la differenza soprattutto in contesti ambient o cinematici.

Layer Delayer in azione

Ho provato il pedale con la mia Haar Trad S e con la Gibson Les Paul Standard. Mi sono collegato in mono al Fender Deluxe Reverb Tone Master. Per le parti in stereo ho aggiunto una simulazione dal plug in Genome di Two Notes.

Il pedale al primo approccio appare complicato, ma in poco tempo si prende confidenza e ci si addentra in una sorta di tana del bianconiglio! Ogni potenziometro agisce in modo chirurgico, variando il suono e consentendo di sperimentare e creare nuovi scenari sonori. In stereo poi dà il meglio di sé; si ottengono spazialità e movimenti davvero pazzeschi e le possibilità creative appaiono illimitate.

Ho apprezzato molto il filtro sulle ripetizioni che consente di colorare le code delle nostre esecuzioni, creando strati di suono densi e molto stimolanti.

L’Ibanez Layer Delayer non è un delay pensato per chi cerca esclusivamente semplicità o un singolo suono iconico. È un pedale progettato per chitarristi curiosi, che vogliono esplorare lo spazio, il movimento e la stratificazione del suono.

Grazie a una combinazione riuscita di controlli musicali, filtro creativo, gestione stereo e carattere timbrico variabile, il Layer Delayer si posiziona come uno dei delay più interessanti e completi della produzione recente Ibanez. Dulcis in fundo il prezzo: penso sia molto difficile ottenere questa versatilità e qualità ad una cifra del genere!

Un pedale che non si limita ad accompagnare il suono, ma che può diventare parte integrante dell’identità sonora del chitarrista.

Specifiche Tecniche

  • Alimentazione: alimentatore da 9V DC (non incluso)
  • Costruttore: Ibanez
  • Modello: Layer Delayer
  • Tipo: Delay
  • Paese di produzione: Giappone
  • Connessioni: Input R e L/Mono, Send, Return, Output R e L/Mono, Midi Thru e In, USB-C 
  • Controlli: Mix, Filter, Tone, Fdk, Time
  • Footswitch: Start, Bank/Preset, Tap
  • Toggle Switch: Line/Instrument

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Matteo Bidoglia