È stato davvero un piacere intervistare Davide Tagliapietra e non lo dico per dire. Figlio di Aldo, fondatore dello storico gruppo Le Orme, Davide si è fatto strada nella élite della musica italiana lavorando con artisti del calibro di Gianna Nannini, Tiziano Ferro, Adriano Celentano, Eros Ramazzotti, Max Pezzali e tantissimi altri. Abbiamo parlato dei suoi inizi fino ad arrivare al suo ultimo progetto chiamato Right Sound. Siamo andati a trovarlo al Bunker, il suo studio privato dove svolge la maggior parte del lavoro di produttore.

Ecco che cosa è uscito dalla nostra chiacchierata…

Foto concessaci da Tagliapietra

Planet Guitar: Ciao Davide e benvenuto su Planet Guitar! Vorrei iniziare parlando di tuo padre Aldo e della tua vita come figlio d’arte. Com’è stato crescere e scoprire la musica accanto a lui?

Davide Tagliapietra: Mio padre l’ho vissuto come una persona normale, un padre come ce ne sono tanti. È stato molto intelligente a separare la sua vita artistica da quella familiare. Ogni tanto si andava a vedere qualche suo concerto, soprattutto d’estate quando in vacanza si sceglieva qualche posto strategico in modo che lui potesse esibirsi e stare con la sua famiglia. A casa ci sono sempre stati strumenti musicali con i quali potevo giocare e provare. L’ambiente familiare era musicalmente stimolante e ho sicuramente imparato molto solo vivendoci.

Planet Guitar: Raccontaci qual è stato l’episodio che ti ha portato a voler suonare la chitarra

D.T. : L’evento chiave è stato il concerto dei Pink Floyd a Venezia nel 1989. Ero con mio padre ed alcuni amici e rimasi folgorato…non credevo ai miei occhi e alle mie orecchie. Da quel giorno ho iniziato a divorare i dischi dei Pink Floyd e la videocassetta del concerto guardando incessantemente le mani di Gilmour per carpirne qualche segreto. 

Planet Guitar: Sicuramente un ottimo inizio! Com’è cresciuta la passione per la chitarra?

D.T. : Da lì ho iniziato a suonare sempre di più, anche un po’ di nascosto perché l’avere un padre come il mio un po’ mi inibiva. Ho fatto un percorso praticamente da autodidatta senza che quasi nessuno in famiglia si accorgesse dei miei miglioramenti, finché sono uscito allo scoperto. 

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Ulteriori informazioni

Planet Guitar: Quando hai capito che stava diventando una cosa importante?

D.T. : Mi sono trovato al bivio dopo le scuole superiori. Dovevo decidere se continuare a studiare o fare sul serio con la chitarra. Ho iniziato a studiare con degli insegnanti della zona e poi mi sono iscritto e quindi diplomato al CPM di Milano. Ho fatto un percorso un po’ a distanza. Prendevo il treno da Venezia e facevo una giornata a settimana piena di lezioni nella quale mi veniva dato anche il materiale da studiare a casa per il resto della settimana. Sono stati tre anni intensi di studio 8 ore al giorno, ma d’altronde non esiste un’altra via per suonare bene.

Foto concessaci da Tagliapietra

Planet Guitar: Qual è stato il primo vero ingaggio?

D.T. : Il primo lavoro grosso è stato con Tiziano Ferro. A quel tempo lavoravo come garzone diciamo, in un grosso studio di Mogliano Veneto. Girava un sacco di gente importante…mi ricordo di Vasco Rossi e altri artisti internazionali come Dominic Miller e Pino Palladino. Era una bellissima struttura e il proprietario era un amico di mio padre. Mi interessava imparare e non mi importava se dovevo fare i caffè e raccogliere i cavi. Volevo stare in quell’ambiente e se dovevo fare gavetta e partire dal basso non era un problema per me. Ebbi la fortuna di incontrare lì Michele Canova che stava iniziando a produrre i primi artisti. Un giorno si presentò con Tiziano che era un giovane che si stava affacciando al mondo della musica. Iniziammo a lavorare insieme e il disco che uscì fu Rosso Relativo, un grandissimo successo! Devo dire che è andata molto bene. Tiziano crebbe come artista e Michele come produttore e così anche io ebbi le mie possibilità grazie a questo lavoro. 

Planet Guitar: Spesso succede così… Arriva la chiamata giusta e si ha l’opportunità di salire sul treno, ma poi bisogna essere bravi per rimanerci.

D.T. : Infatti! A un certo punto mi hanno detto “Ci spostiamo tutti a Milano e andiamo a lavorare lì” e io ho detto “Ok va bene”. Avevo 70 mila lire in tasca, la macchina mezza rotta…ho caricato tutto  e ho detto ai miei genitori “Io vado”.

Qualche scatto ad alcuni dei pedali di Tagliapietra, tra cui un rarissimo Klon Centaur

Planet Guitar: Bellissima storia! L’altro progetto grosso che ti vede protagonista è sicuramente quello con Gianna Nannini…

D.T. : Esatto. Qualche anno dopo l’esperienza con Tiziano conobbi Gianna Nannini. Le serviva una persona che la aiutasse con il nuovo disco, che arrangiasse un po’ di chitarre e che ci sapesse fare con le registrazioni. Non avevamo grandi budget a disposizione perché non stava attraversando un momento particolarmente florido, ma era molto convinta di fare questo disco. Abbiamo allestito uno studio nel suo ufficio e abbiamo passato un paio di mesi a registrare. Il risultato fu Sei Nell’Anima e anche stavolta il successo fu piuttosto importante.

Planet Guitar: Sei una sorta di Re Mida!

D.T. : Devo dire che sono state davvero due bombe a mano piuttosto ravvicinate! Ormai sono quasi vent’anni che lavoro con lei. Abbiamo costruito un ottimo rapporto di stima e fiducia reciproca. 

Planet Guitar: Arriviamo a oggi…quali sono i tuoi progetti attuali e che cosa puoi raccontarci del prossimo futuro?

D.T. : Adesso stiamo facendo un po’ di promozione con Gianna per il disco e per il tour che partirà in autunno. Poi ho creato un team di produzione che ha dato via al progetto Right Sound. Abbiamo aperto il sito web e le pagine social per fornire tutte le informazioni. Lo scopo è quello di dare la possibilità a chiunque lo voglia, di poter lavorare ad alto livello con professionisti del settore con la garanzia di una qualità assoluta. Ci occupiamo di tutte le fasi di una produzione, dalla scrittura, arrangiamento, registrazione, scelte artistiche, fino a mix e mastering.

Planet Guitar: Davide siamo arrivati al momento dell’aneddoto!

D.T. : Di cose da raccontare ce ne sono talmente tante che non me ne ricordo nemmeno una in questo momento! Anzi una me la ricordo…Eravamo a Fiumicino con Gianna Nannini e stavamo per entrare nel finger che conduce alla porta dell’aereo. Poco prima c’era un banchetto per gli ultimi controlli e uno scivolo che dava la possibilità di mandare giù i bagagli che non potevano essere imbarcati. Avevo Gianna che mi stava parlando di scalette, brani da mettere e togliere e siccome non sapevo più cosa dirle e volevo spezzare quel momento le indico il tunnel e le dico “Andiamo di là così facciamo prima!” E lei si è buttata per davvero! Sono rimasto pietrificato con la manager dietro che mi insultava e il sistema d’allarme che si era immediatamente avviato. Un casino! L’hanno recuperata in mezzo ai bagagli…

Planet Guitar: Questa è davvero una perla! Ora passiamo alla domanda dell’isola deserta: un amplificatore, una chitarra e un pedale.

D.T. : Per quanto riguarda l’ampli scelgo il primo che mi hanno consigliato e che ho comprato con i miei soldi. Il Vox AC30. Ne ho provati tanti ma alla fine se dovessi sceglierne uno direi quello. Me lo consigliò Alessandro De Crescenzo, chitarrista che sta lavorando ora con Cesare Cremonini. Vivevamo vicini e lui mi disse che dovevo per forza prendere il Vox e così feci. Ce l’ho ancora e lo uso qui in studio. Chitarra direi Telecaster, alla quale sono fedele da anni. Ne sto usando una che mi hanno fatto quelli di Nashguitars. Per quanto riguarda il pedale dico Klon Centaur e sono a posto.  

Vox AC30 C2

Vox AC30 C2

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(137)

Planet Guitar: Questo è il rig ideale di Davide Tagliapietra!

D.T. : E’ praticamente ciò che uso anche live. Il Vox non posso perché è nel rack e quindi mi porto una Divided By 13. Poi oltre al Klon ho un Vemuram Jan Ray e un delay DL4 Line6

Vemuram Jan Ray Overdrive

Vemuram Jan Ray Overdrive

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(63)
Line6 DL4 MKII Delay

Line6 DL4 MKII Delay

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Planet Guitar: Siamo arrivati in fondo. Grazie Davide per questa bellissima chiacchierata e per essere entrato a far parte del mondo Planet Guitar!

D.T. : Grazie a voi e a presto!

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Matteo Bidoglia
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