La caratteristica che accomuna quasi tutti i chitarristi di punta, al contempo estremamente agognata anche dagli hobbisti, è un timbro personale e riconoscibile al cento per cento. Fondamentalmente, sono due le componenti responsabili di un sound personalizzato: il fattore umano, secondo il motto “il suono viene dalle dita”, e il gear utilizzato. 

Nella nostra serie “Riprodurre il suono con i pedali”, prenderemo i grandi nomi del settore e cercheremo di ricreare i loro suoni caratteristici nel modo più accurato possibile. Cercheremo di farlo con l’aiuto di pedali e amplificatori “standard”, alla portata di noi comuni mortali. Naturalmente tenendo sempre presente il fattore umano. 

Oggi ci occupiamo ei uno dei chitarristi rock che più di chiunque altro è riuscito a definire il suo suono: Jimi Hendrix.

Jimi Hendrix

Chi era Jimi Hendrix?

Prima di esaminare il sound di Jimi, diamo un’occhiata alla sua vita e al suo lavoro. La breve biografia che segue fornisce tutto ciò che è necessario sapere:

James Marshall Hendrix è nato a Seattle il 27 novembre 1942. Dopo aver suonato un ukulele e una chitarra acustica di seconda mano, all’età di 15 anni si procurò la sua prima chitarra elettrica, una Supro Ozark 1560S. Ispirato dal rock’n’roll degli anni ’50, il giovane Jimi iniziò il suo percorso musicale, che lo portò poi sul palco nei primi anni ’60 come sideman di alcuni nomi noti. Accompagnò, tra gli altri, Ike e Tina Turner, The Supremes, The Isley Brothers e anche uno dei suoi eroi dell’epoca, Little Richard. Tuttavia, non potendo esprimere la sua creatività in questi gruppi, nel 1965 formò la sua band Jimmy James and the Blue Flames. Durante un concerto al Cafe Wah di New York, il bassista degli Animals Chas Chandler era presente e gli offrì un contratto di management.

Hendrix si recò a Londra, formò la sua nuova band “The Jimi Hendrix Experience” con Noel Redding al basso e Mitch Mitchell alla batteria e registrò il suo primo album “Are You Experienced”. Hendrix esplode come una bomba, soprattutto grazie al suo modo di suonare la chitarra molto estroverso. Suonava le corde con i denti, la lingua e a volte dava anche fuoco allo strumento. Il mondo non l’aveva mai visto prima.

Dopo altri due album (Axis: Bold As Love, Electric Ladyland) e innumerevoli concerti in tutto il mondo, l’Experience si sciolse. Hendrix continuò a suonare con nuovi musicisti in una formazione sempre diversa. Il momento più importante fu la sua apparizione al Festival di Woodstock nel 1969, dove interpretò a modo suo l’inno nazionale americano.

All’inizio del 1970 si formò la “New Jimi Hendrix Experience” con il bassista Billy Cox e il vecchio batterista della Experience Mitch Mitchell per registrare il nuovo album. Il disco con il titolo provvisorio “First Rays Of The Rising Sun” non vide la luce durante la sua vita, perché Hendrix navigava in cattive acque a causa del consumo di droghe: il suo stile di vita estremo lo aveva portato a soffrire sempre più di insonnia e depressione. Dopo una sessione notturna in un club londinese, fu trovato morto nella sua stanza d’albergo a Londra la mattina del 18 settembre 1970, per avvelenamento da barbiturici dopo aver bevuto vino rosso e assunto sonniferi.

Dischi pubblicati durante la sua vita

1967  Are You Experienced

1968  Axis Bold as Love

1969  Electric Ladyland

1970  Band of Gypsys

Dischi postumi (selezione)

Dopo la sua morte (1970), le ultime registrazioni di Hendrix all’Electric Ladyland Studio furono completate e pubblicate dall’ingegnere Eddie Kramer.

1971 The Cry of Love

1971 Rainbow Bridge – Original Motion Picture Soundtrack

1972 War Heroes

1997 First Ray Of The New Rising Sun

DVD

2002 Blue Wild Angel – Jimi Hendrix At The Isle Of Wight (del 1970)

2005 Jimi Hendrix – Live At Woodstock – Deluxe Edition (del 1969)

2007 Jimi Hendrix – Live At Monterey – The Definitive Edition (del 1967)

Quali chitarre suonava Jimi Hendrix?

Nel corso della sua carriera, Hendrix ha utilizzato sul palco tutte le chitarre Fender e Gibson più conosciute. Dalla Flying V alla Les Paul, dalla Jazzmaster alla Jaguar, c’era di tutto. La chitarra più importante per il suono caratteristico di Hendrix, tuttavia, è e rimane la Fender Stratocaster.

Poiché Hendrix era mancino e all’inizio della sua carriera era molto difficile procurarsi una chitarra per mancini, Hendrix modificò autonomamente la Strat. Con le corde montate al contrario, il pickup inclinato della Stratocaster cambiava inevitabilmente il timbro. Le parti basse suonavano più stridenti, mentre le corde alte suonavano più piene. Questo suono speciale divenne il marchio di fabbrica di Hendrix, che continuò ad attenersi alle chitarre auto-modificate nel corso della sua carriera. Ovviamente non sarebbe stato un problema per lui ottenere una chitarra per mancini nel corso del tempo: aveva raggiunto lo status di chitarrista leggendario già quando era in vita.

Che amplificatori usava Jimi Hendrix?

Per quanto riguarda gli amplificatori, negli anni più formativi della sua carriera Jimi si affidò principalmente a Marshall 1959 Super Lead da 100 watt. Il contatto con Jim Marshall avvenne nel 1966 grazie al batterista della Jimi Hendrix Experience Mitch Mitchell, che da adolescente prese lezioni di batteria da Jim Marshall e in seguito lavorò saltuariamente nel suo negozio di musica.

Partiamo dall’inizio: dopo che Jimi Hendrix arrivò in Inghilterra nel 1966, mise insieme un trio a Londra. Mitch partecipò all’audizione e ottenne il posto. Al basso c’era Noel Redding. Jimi conosceva già gli amplificatori Marshall, ma li aveva sentiti suonare solo da altri chitarristi. Durante una sessione con i Cream, colse l’occasione e provò uno degli stack Super 100 di Eric Clapton.

Jimi si innamorò immediatamente del suono dello stack e, sapendo che Mitch conosceva Jim Marshall, gli si avvicinò dicendogli: “Mitch, devo assolutamente avere uno di questi amplificatori. Hanno un suono fantastico. Puoi farmi incontrare Jim Marshall?”.

Marshall 1959 HW

Marshall 1959 HW

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Detto fatto: l’incontro avvenne un sabato dell’autunno 1966 nel negozio di Jim Marshall. Dopo un’intensa conversazione, Hendrix lasciò il negozio come orgoglioso proprietario di tre stack Marshall, con i quali da allora in poi creò il suo incomparabile suono da palco. Tuttavia, nei primi anni della sua carriera e in studio, Hendrix utilizzò spesso anche amplificatori Fender.

Il Twin Reverb, ad esempio, era l’amplificatore scelto per le sue tournée come sideman, anche perché faceva parte della dotazione standard dei club e delle band in tournée. Si dice che abbia effettuato le prime registrazioni per “Are You Experienced” con un amplificatore Burns da 30 watt preso in prestito dal manager Chas Chandler, e che in seguito in studio abbia usato frequentemente il Twin Reverb. Nonostante ciò, il suo suono dal vivo è al 99% Strat e Marshall.

Fender 65 Twin Reverb

Fender 65 Twin Reverb

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Quali effetti usava Jimi Hendrix?

Dunlop JHMS1 Hendrix 68 Distortion

Dunlop JHMS1 Hendrix 68 Distortion

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Hendrix era costantemente alla ricerca di nuovi timbri e di suoni stravaganti. In studio trascorreva molto tempo a sperimentare con gli effetti e la tecnologia multitraccia. L’ingegnere Roger Mayer era un ottimo fornitore di effetti al suo fianco. Basti pensare al pedale Octavia, una distorsione fuzz con un tono di ottava aggiuntivo. Inoltre, Mayer modificava anche i pedali di Hendrix secondo le sue idee. La gamma di effetti sul palco era composta da un Vox Wah Wah, un Unicord Univibe, un Dallas Arbiter Fuzz Face e il già citato Octavia. Con questi ingredienti, Hendrix riuscì a ottenere il massimo del suono dal suo gear.

Vox V845 Wah-Wah

Vox V845 Wah-Wah

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Vox V846HW Wah Wah

Vox V846HW Wah Wah

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Ora che siete ben informati: è il momento di passare alla pratica.

Ricreare il suono

Bisogna tenere presente una cosa: l’equipment elencato, che si tratti di quello originale o di amplificatori ed effetti dal suono simile, è solo un mezzo per creare il sound e la musica. Il suono vero e proprio deriva in ultima analisi dal chitarrista stesso, dalle sue dita e dalla sua capacità di creare timbri e modellare il suono. Pertanto, si può dire che l’attrezzatura contribuisce solo al 50% alla creazione del suono.

Ecco i miei suggerimenti su come ricreare il suono di base di Jimi Hendrix con gli effetti più comuni.

Equipment di base di Jimi Hendrix

  • Chitarra: Stratocaster
  • Overdrive: Drive: ore 8 | Tone: ore 13 | Level: ore 15
  • Fuzz: Drive: ore 15 | Tone: ore 11 | Level: ore 11
  • Uni Vibe: E.Level: MAX | Rate: ore 9 | Depth: ore 15
  • Amp: Setting clean | Bass: ore 12 | Middle: ore 14 | Treble ore: 12 | Presence: ore 13

L’equipment di Jimi Hendrix: alternative moderne

Chitarra

Naturalmente la migliore è una Stratocaster, ma in ogni caso una chitarra con pickup single coil.

Fender Jimi Hendrix Strat OWH

Fender Jimi Hendrix Strat OWH

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Wah Wah

Vox o Dunlop Cry Baby sono standard. Dunlop offre anche una replica del Wah originale di Hendrix (JH1). È consigliabile anche un Boss PW-10, che oltre all’effetto wah ha una simulazione Uni Vibe.

Overdrive

Serve a simulare il suono leggermente distorto dell’amplificatore Marshall. Si possono utilizzare tutti i comuni pedali overdrive (ad esempio, Ibanez Tube Screamer, Boss OD-3, Digitech Bad Monkey).

Ibanez TS808

Ibanez TS808

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Boss OD-3 Overdrive

Boss OD-3 Overdrive

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Fuzz

Dunlop propone il Dallas Arbiter Fuzz Face o la replica del Fuzz Face originale di Hendrix. È consigliabile anche il Boss FZ-3 (con suono Octavia integrato).

Dunlop Jimi Hendrix Fuzz Face Mini

Dunlop Jimi Hendrix Fuzz Face Mini

Valutazione dei clienti:
(106)

Uni Vibe

Come già detto, l’Uni Vibe è disponibile in forma simulata nel Boss PW-10. Naturalmente è incluso anche il pedale, poiché anche Hendrix lo usava per controllare il parametro di Speed del suo Unicord Univibe. Altrimenti, Dunlop ha l’effetto nel suo catalogo.

Electro Harmonix Good Vibes Univibe

Electro Harmonix Good Vibes Univibe

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(42)

Amplificatore

Per ottenere il suono originale di Hendrix, un Marshall è d’obbligo… Impostatelo leggermente distorto, e il gioco è fatto. Se non avete a portata di mano uno stack completo, selezionate il canale pulito dell’amplificatore, utilizzate le impostazioni del controllo di tono descritte nella tabella qui sopra e ricreate il suono leggermente distorto con l’overdrive.

Il sound delle canzoni di Jimi Hendrix

Purple Haze

Intro

Nell’introduzione viene utilizzato il Fuzz Face. Il risultato è un tono fuzz caldo e leggermente graffiante. Si dice che Hendrix abbia registrato la canzone con la Telecaster di Noel Redding. Tuttavia, dal vivo usò sempre la Strat.

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Purple Haze (Intro)
  • Chitarra: Stratocaster | Pickup al manico
  • Fuzz: Level: ore 13 | Fuzz: ore 11 
  • Amp: setting clean | Bass: ore 12 | Middle: ore 16 | Treble ore: 14 | Presence: ore 12

Assolo

L’assolo è stato eseguito con l’Octavia di Roger Mayer. Un suono canoro con un carattere leggermente gracchiante o rauco….

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Purple Haze (Solo)
  • Chitarra: Stratocaster | Pickup al manico
  • Octavia: Level: ore 14 | Fuzz: ore 10
  • Amp: setting clean | Bass: ore 12 | Middle: ore 16 | Treble ore: 14 | Presence: ore 12

The Wind Cries Mary 

Intro-Strofa

Per questo brano il mondo del sound-design non è d’accordo su quale equipment Hendrix abbia effettivamente utilizzato. Alcuni dicono una Strat con un Marshall Super Lead 100, altri sono dell’idea che fosse coinvolto un Uni Vibe, con la velocità impostata molto lentamente. Io ho optato per la seconda variante.

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The Wind Cries Mary (Intro-Verse)
  • Chitarra: Stratocaster | Pickup al manico
  • Uni Vibe: Speed: MIN | Volume: MAX | Intensity: MAX
  • Amp: setting clean | Bass: ore 12 | Middle: ore 16 | Treble ore: 14 | Presence: ore 12

Solo

Per l’assolo, basta aggiungere un po’ di gain in più con l’overdrive. Tutto qui.

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The Wind Cries Mary (Solo)
  • Chitarra: Stratocaster | Pickup al manico
  • Overdrive: Drive: ore 11 | Tone: ore 10 | Level: ore 14
  • Uni Vibe: Speed: MIN | Volume: MAX | Intensity: MAX
  • Amp: setting clean | Bass: ore 12 | Middle: ore 16 | Treble ore: 14 | Presence: ore 12

Hey Joe

Intro

Anche questa canzone è stata presumibilmente registrata con una Telecaster… Per l’esempio audio ho scelto una variante che Hendrix faceva spesso dal vivo: l’amplificatore è già un po’ distorto, quanto basta per l’assolo. Questa funzione viene svolta dall’overdrive. Per creare il suono pulito per l’intro e la strofa, il controllo del volume della Strat viene abbassato a “7”. Per l’assolo, è sufficiente impostarlo su 10 e premere il gas.

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Hey Joe (Intro) – Sound 1
Hey Joe (Intro) – Sound 2
  • Chitarra: Stratocaster | Pickup al manico | Volume: 7 | per il solo: 10
  • Overdrive: Drive: ore 11 | Tone: ore 11 | Level: ore 14
  • Amp: setting clean | Bass: ore 12 | Middle: ore 16 | Treble ore: 14 | Presence: ore 12

Voodoo Child (Slight Return)

Il classico suono wah wah in squadra con un lick che ha reso famoso questo effetto. Si presume che per la registrazione sia stato utilizzato un amplificatore Fender Brownface Bassman, che è stato alzato molto in modo da distorcere il suono correttamente. L’amplificatore distorto è qui sostituito dall’overdrive, basta accendere il pedale wah e il gioco è fatto.

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Voodoo Chile (Slight Return)
  • Chitarra: Stratocaster | Pickup al manico
  • Wah Wah: Acceso!!!
  • Overdrive: Drive: ore 11 | Tone: ore 12 | Level: ore 13
  • Amp: setting clean | Bass: ore 12 | Middle: ore 16 | Treble ore: 14 | Presence: ore 12

SUGGERIMENTO: per rendere le cose più comode possibile, abbiamo archiviato tutte le immagini con i settaggi discussi in questo episodio della rubrica in un PDF che potete scaricare qui:

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Edoardo Morena