Non capita tutti i giorni di poter ascoltare e vedere dal vivo quattro leggende della musica internazionale sullo stesso palco. Il progetto BEAT riunisce per la prima volta Adrian Belew e Tony Levin, due storici membri dei King Crimson, Tony Levin, Steve Vai, straordinario chitarrista nato a fianco di Frank Zappa, e Danny Carey, cofondatore e membro dei Tool. Siamo quindi tornati al Vittoriale, nel suo magnifico Anfiteatro, per uno degli appuntamenti più attesi del cartellone di quest’anno del Festival Tener-a-mente.

I BEAT, la musica dei King Crimson e la magia del Vittoriale
Il progetto BEAT nasce con un obiettivo dichiarato: riproporre dal vivo un repertorio che ha segnato in modo definitivo l’evoluzione del rock sperimentale, con una nuova, potente rilettura dei tre dischi di culto dei King Crimson degli anni ’80: Discipline, Beat e Three of a Perfect Pair. Questo trittico di album ha segnato il ritorno della band britannica e l’inizio di una nuova fase nelle sonorità di Robert Fripp e compagni.
Il Festival del Vittoriale Tener-a-mente ospita la prima data italiana di questo favoloso quartetto e l’Anfiteatro è infatti gremito e in trepidante attesa. La location è davvero unica in Italia e la vista sul lago è eccezionale.
Sono le 21:15 quando i musicisti salgono sul palco, già accolti da tantissimi applausi. Steve Vai imbraccia subito la sua Ibanez signature: il suo nome ha sicuramente richiamato una grande parte del pubblico presente (noi compresi) ed è il più stiloso dei quattro sul palco.
Si parte con Neurotica, brano estratto proprio dall’album che dà il titolo al progetto. Stiamo già ascoltando un pezzo che contiene tantissimo da digerire e che dà il tono a tutto ciò che seguirà.
Neal and Jack and Me inizia con un bellissimo arpeggio di Steve, ma l’assolo è lasciato ad Adrian Belew. È sicuramente una musica per virtuosi, non di semplice ascolto e di certo non immediata. Quando però arriva l’assolo di Steve, fatto di tecnica, precisione, gusto e pulizia, tanti dei presenti si ricordano del perché sono venuti qui.
Mentre Steve si toglie la giacca e cambia chitarra, Adrian saluta e fa i complimenti al posto (anche questa sera l’atmosfera è davvero magnifica) e al pubblico, prima di iniziare Heartbeat. Il pezzo è del 1982, ma è ancora molto fresco e i due ex King Crimson armonizzano le voci sul ritornello.
Sartori in Tangier è il brano strumentale immediatamente successivo anche nel disco e, per suonarlo, Vai infila gli occhiali da sole, giusto per rendersi ancora più figo. Qui il suono è chiaramente orientaleggiante e tanto colore viene dato dalla leva del tremolo di Steve e dall’uso del Whammy. Pezzo che è un altro fulgido esempio della musica per virtuosi a cui facevamo riferimento.

I successivi due brani sono estratti da Three of a Perfect Pair: prima Model Man, con Tony Levin anche alle tastiere, poi Dig Me, dove la cacofonia sul palco ci porta a chiederci come facciano i quattro a rimanere a tempo. Tutto il brano prosegue in questo modo e raggiunge momenti di pura follia sonora.
Dopo Man With an Open Heart tocca a Industry, altro brano strumentale dal sound elettronico, con un dialogo tra le due chitarre intenso a cui poi si aggiunge la batteria di Danny. Adrian ricostruisce proprio i rumori con la sua chitarra molto effettata e con un controller, poi tocca a Vai. Il tutto crea dei suoni eterei, lisergici e tipici delle atmosfere progressive.
Larks’ Tongues in Aspic (Part III) è ancora rock progressive vero a base di due chitarre, cambi di ritmo e di tema. Questo brano chiude il primo set con il botto.
Il secondo set
Alle 22:30 circa, dopo una pausa di circa 20 minuti, inizia il secondo set. Sono le percussioni di Danny ad inaugurarlo, a cui poi si aggiunge Adrian. Salgono sul palco poi Tony e infine Steve, che si è cambiato, per suonarci Waiting Man. Per la seconda parte del brano Danny raggiunge la batteria, mentre Adrian gioca con i feedback del suo ampli, come un novello Hendrix.
In The Sheltering Sky regna ancora sovrana la chitarra di Steve e le sue evoluzioni con la leva. Il suo dialogo con Adrian sembra parlare una lingua tutta loro. Il tema è un tappeto sonoro su cui si muovono i suoni delle chitarre. Questo finora è il brano in cui abbiamo sentito di più lo stile di Vai e la sua maestria, quasi sciamanica, nel controllo della leva. La chitarra ondeggia con il suo corpo, appesa solo dalla leva e risponde ai suoi comandi. Per noi, che siamo principalmente qui per lui, è una vera estasi.
Sleepless inizia con le linee di basso slap di Tony Levin, ottantenne che dimostra la metà dei suoi anni. Il ritmo è martellante e il brano è eccezionale.
Il secondo set ha brani un po’ più noti, come il dittico Frame by Frame e Matte Kudasai, due brani estratti da Discipline, così come Elephant Talk. Questo brano, che forse spiega il logo della band, è esplosivo, caratterizzato da un altro grande assolo di Vai.
Three of a Perfect Pair e Indiscipline chiudono il secondo set. La seconda si apre con un duetto basso e batteria che è virtuosismo puro di Tony e Danny.
Non potevano mancare anche i bis, richiestissimi dal pubblico presente. Prima di iniziarli però, Adrian ci tiene a ringraziare Robert Fripp e Bill Bruford, senza cui la musica che stiamo ascoltando stasera non ci sarebbe stata.
Il pubblico in platea è ormai tutto in piedi e noi ci avviciniamo ancora di più a Vai, per contemplarlo da vicino e cogliere ancora meglio i tratti del suo stile. Red è il primo bis e Thela Hun Ginjeet il secondo. La scaletta di questa sera è stata quindi la stessa del disco live che i BEAT hanno registrato a Los Angeles nel 2024 e che vi invitiamo ad ascoltare per farvi un’idea della potenza impressionante di questo quartetto.
Il concerto è stato intenso, spettacolare e ci ha offerto una finestra sulla musica e le sonorità dei King Crimson, una band troppo spesso dimenticata ma fondamentale e da riscoprire. Ringraziamo Viola Costa, Rita Costa, Serena Federici e tutta l’organizzazione del Festival per averci ospitati anche quest’anno!
Scaletta BEAT – Anfiteatro del Vittoriale
- Neurotica
- Neal and Jack and Me
- Heartbeat
- Sartori in Tangier
- Model Man
- Dig Me
- Man With an Open Heart
- Industry
- Larks’ Tongues in Aspic (Part III)
- Waiting Man
- The Sheltering Sky
- Sleepless
- Frame by Frame
- Matte Kudasai
- Elephant Talk
- Three of a Perfect Pair
- Indiscipline
- Red (bis)
- Thela Hun Ginjeet (bis)
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