Nancy Sinatra ha davvero ispirato il primo fuzz della storia? A leggere certi reel sembrerebbe una leggenda inventata per fare clic. In realtà il racconto è più interessante perché dentro quel mito c’è un dettaglio vero che quasi tutti raccontano male.

La leggenda sul primo fuzz non è del tutto falsa ma ecco cosa c’è davvero dietro il nome di Nancy Sinatra.
Nancy Sinatra – Fuzz – © link, PDM 1.0 – © link, CC BY-NC 2.0

La risposta breve

Nancy Sinatra non ha inventato il primo fuzz pedal. Ma esiste un vecchio aneddoto secondo cui la cantante avrebbe avuto un ruolo indiretto nella sua nascita.

Non come progettista, non come musicista coinvolta nello sviluppo ma come motivo che spinse alcuni ingegneri a cercare una soluzione.

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Da dove nasce la leggenda di Nancy Sinatra e il fuzz

Nel 1961 il brano Don’t Worry di Marty Robbins viene registrato a Nashville.

Durante la sessione, un guasto tecnico nel mixer distorce accidentalmente il suono del basso a sei corde di Grady Martin ma quel suono piace. Piace così tanto da diventare immediatamente richiesto.

Secondo il racconto tramandato negli anni, anche Nancy Sinatra, allora giovane artista emergente, avrebbe voluto registrare usando quella stessa console per ottenere quel timbro, ma il banco si rompe definitivamente.

Ed è qui che nasce il mito.

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La vera nascita del primo fuzz

L’ingegnere Glenn Snoddy decide di trovare un modo per replicare artificialmente quel suono.

Coinvolge Revis Hobbs, che progetta un circuito a transistor al germanio capace di imitare quell’effetto.

Quel progetto viene venduto a Gibson e nel 1962 nasce il Maestro FZ-1 Fuzz-Tone, il primo fuzz commerciale della storia.

Perché Nancy Sinatra compare ancora in questa storia

Perché rende il racconto perfetto: una star pop degli anni ’60, un guasto accidentale e un’invenzione destinata a cambiare il rock.

È una grande storia, solo che va raccontata bene.

Nancy Sinatra non crea il fuzz, se il racconto è corretto, contribuisce soltanto a far capire quanto quel suono fosse già desiderato. Ed è molto diverso.

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Giuseppe Ruocco