Prima che il blues rock britannico diventasse una delle forze più importanti della musica degli anni ’60, alcuni dei suoi futuri protagonisti erano ancora dall’altra parte del palco. Eric Clapton, Jeff Beck, Keith Richards e Brian Jones si ritrovarono a Manchester per assistere a una performance destinata a diventare una delle immagini più potenti della storia della chitarra. Sul palco c’era Sister Rosetta Tharpe, con la sua inseparabile Gibson Les Paul SG Custom del 1961. Poi arrivò la pioggia, e quella serata prese una piega che ancora oggi rende incredibile guardare quelle immagini.

Nel 1964 Eric Clapton, Jeff Beck, Keith Richards e Brian Jones andarono a Manchester per vedere Sister Rosetta Tharpe.
Sister Rosetta Tharpe – © Public Domain, link

Il 7 maggio 1964 una stazione ferroviaria dismessa di Manchester diventò il palcoscenico di un incontro irripetibile. Tra il pubblico c’erano alcuni dei musicisti destinati a cambiare per sempre la chitarra rock. Sul palco, invece, Sister Rosetta Tharpe mostrava quanto avanti fosse già arrivato il suo modo di suonare.

Il giorno in cui i re del rock andarono a vedere Sister Rosetta Tharpe

Il luogo era la stazione dismessa di Wilbraham Road, nel sud di Manchester. Granada Television l’aveva trasformata in una scenografia ispirata alle vecchie stazioni ferroviarie del Sud degli Stati Uniti per realizzare lo special Blues and Gospel Train.

ANNUNCIO

Tra il pubblico arrivato per assistere alla serata c’erano Eric Clapton, Jeff Beck, Keith Richards e Brian Jones. I quattro erano già profondamente interessati al blues americano e avevano raggiunto Manchester da Londra proprio per assistere a quella esibizione.

Sul palco si trovavano musicisti come Muddy Waters, Sonny Terry, Brownie McGhee, Cousin Joe e Sister Rosetta Tharpe. La serata venne registrata da Granada Television e sarebbe diventata uno dei documenti più affascinanti del revival blues britannico.

Una stazione dismessa trasformata in un palco

L’idea di Granada Television era tutt’altro che convenzionale. La stazione venne trasformata in una sorta di set cinematografico, con balle di cotone, casse, vecchie attrezzature agricole, manifesti e altri elementi destinati a ricreare l’immagine idealizzata del Sud degli Stati Uniti.

La scenografia era così elaborata che la produzione arrivò persino a “utilizzare” animali da fattoria. Il momento più spettacolare fu però l’arrivo di Sister Rosetta Tharpe, accompagnata sulla scena su una carrozza trainata da cavalli.

Il pubblico era sistemato su una piattaforma mentre i musicisti suonavano dall’altra parte dei binari. Circa 200 spettatori erano stati portati alla stazione con un breve viaggio in treno partito da Manchester Central.

ANNUNCIO

La Gibson SG Custom che sembrava arrivare dal futuro

Sister Rosetta Tharpe non aveva bisogno di una scenografia spettacolare per attirare l’attenzione.

Aveva già uno degli strumenti più riconoscibili della storia della chitarra elettrica: la Gibson Les Paul SG Custom del 1961.

La chitarra, originariamente commercializzata nell’epoca in cui il modello SG era ancora legato al nome Les Paul, era equipaggiata con tre pickup humbucker. Tharpe è diventata una delle musiciste più associate a questa particolare chitarra.

Il suo modo di utilizzarla era altrettanto importante. Rosetta Tharpe univa il linguaggio del gospel alla chitarra elettrica blues, con un attacco deciso, un fingerpicking aggressivo e un suono capace di anticipare molte delle caratteristiche che sarebbero diventate centrali nel blues rock britannico.

Poi arrivò la pioggia

La serata aveva già un’atmosfera surreale, ma la pioggia rese tutto ancora più memorabile.

Dopo il temporale, Tharpe eseguì Didn’t It Rain, trasformando un brano gospel in una performance elettrica di enorme energia. Le immagini della musicista con la sua SG bianca, davanti alla scenografia ferroviaria, sono diventate una delle testimonianze più esemplari della sua personalità artistica.

È proprio qui che il documento televisivo diventa più importante della semplice cronaca di un concerto. Guardando quelle immagini oggi, è possibile vedere una musicista che utilizzava la chitarra elettrica con una sicurezza e una potenza che sarebbero diventate familiari soltanto qualche anno dopo.

Stai visualizzando un contenuto segnaposto da YouTube. Per accedere al contenuto effettivo, clicca sul pulsante sottostante. Si prega di notare che in questo modo si condividono i dati con provider di terze parti.

Ulteriori informazioni

Perché Clapton, Beck e Richards erano lì

Ovviamente non fu questa la sola serata a dare il via al rock blues britannico.

Ma quella generazione di musicisti inglesi stava cercando direttamente nelle registrazioni e nelle esibizioni degli artisti americani le radici del blues che avrebbe poi trasformato in qualcosa di nuovo.

Sister Rosetta Tharpe rappresentava una delle dimostrazioni più evidenti di ciò che una chitarra elettrica poteva fare.

Chris Lee dell’Università di Salford ha descritto l’importanza dello show sostenendo che influenzò tutti coloro che lo videro.

Sister Rosetta Tharpe aveva già anticipato il rock

Quando Clapton, Beck, Richards e Jones arrivarono a Manchester nel 1964, Sister Rosetta Tharpe non era una musicista emergente.

Suonava professionalmente da decenni e aveva già costruito un linguaggio personale nel quale gospel, blues e chitarra elettrica convivevano molto prima che il rock britannico esplodesse.

La sua importanza è stata riconosciuta anche dalla Rock & Roll Hall of Fame, che l’ha inserita postuma nel 2018.

Per questo il filmato del Blues and Gospel Train conserva ancora oggi un valore particolare.

Non mostra semplicemente una grande cantante e chitarrista americana davanti a un pubblico britannico.

Mostra una musicista che aveva già percorso una strada che altri avrebbero reso famosa pochi anni dopo.

E, quella sera, alcuni dei futuri protagonisti del rock erano lì per guardarla.

Contenuti correlati:

* Questo post contiene link affiliati e/o widget. Quando acquistate un prodotto tramite un nostro partner affiliato, riceviamo una piccola commissione che ci aiuta a sostenere il nostro lavoro. Non preoccupatevi, pagherete lo stesso prezzo. Grazie per il vostro sostegno!

Giuseppe Ruocco