Da un hobby nato dalla passione per l’elettronica a un marchio boutique apprezzato dai chitarristi di tutto il mondo. Abbiamo incontrato Emilio Massari, fondatore di Cornerstone Music Gear, per raccontare la storia del Gladio e scoprire tutte le novità della sua terza evoluzione. A mettere alla prova il pedale, Paul Audia con una Gibson Les Paul R9 e una Suhr Scott Henderson Signature.
Da un hobby a una realtà internazionale
Ci sono aziende che nascono da un preciso progetto imprenditoriale e altre che prendono vita semplicemente dalla passione. Cornerstone Music Gear appartiene decisamente alla seconda categoria.
Emilio Massari ci ha raccontato come quella che inizialmente era poco più di una passione per l’elettronica e la costruzione di pedali per chitarra si sia trasformata, nel corso degli anni, in una realtà boutique conosciuta e apprezzata a livello internazionale.
Una storia fatta di sperimentazione, ricerca del suono e soprattutto di legami forti, visto che il braccio destro di Emilio è proprio sua moglie, componente fondamentale per la nascita e sviluppo del brand.
Tutto parte da Robben Ford e dal suono Dumble
Per capire la filosofia che si nasconde dietro il Gladio dobbiamo tornare all’idea che ha dato origine al progetto.
Immaginate di voler racchiudere in un pedale uno dei suoni più desiderati dai chitarristi blues e fusion: quello di Robben Ford attraverso un amplificatore Dumble.
Non stiamo parlando semplicemente di un overdrive caldo e cremoso. Il vero fascino di quel suono risiede nella sua capacità di reagire al tocco del chitarrista, di passare da una leggera saturazione a un timbro più aggressivo senza perdere definizione, mantenendo sempre una particolare ricchezza armonica.
Emilio ci ha raccontato come l’obiettivo non fosse tanto quello di clonare un amplificatore Dumble, quanto piuttosto di ricreare le sensazioni, la dinamica e la risposta musicale che caratterizzano il suono di Robben Ford.
Un’ambizione tutt’altro che semplice.
Il primo Gladio, presentato nel 2019, nasce proprio da questa ricerca, con due canali ispirati a differenti interpretazioni del suono Dumble: il primo legato a Robben Ford, il secondo alle sonorità di Sonny Landreth.
Successivamente arriva il Gladio SC, versione a canale singolo che riprende e sviluppa il carattere del primo canale del Gladio originale, diventando uno dei prodotti più riconoscibili di Cornerstone.
Oggi, con il Gladio MK3, Emilio torna alle origini, recuperando la filosofia del doppio preamplificatore e introducendo una serie di miglioramenti che rendono il pedale ancora più versatile.
Gladio MK3: due anime, infinite sfumature
Il nuovo Gladio MK3 non è semplicemente un aggiornamento estetico del modello originale.
Cornerstone ha lavorato per mantenere intatta l’identità sonora che ha reso celebre il pedale, ampliandone però le possibilità di utilizzo e di personalizzazione.
Il cuore del progetto rimane costituito da due canali indipendenti, ciascuno con una propria personalità timbrica.
Il primo canale si distingue per una risposta morbida, fluida e particolarmente dinamica. È quello che più direttamente richiama le sonorità di Robben Ford, con una saturazione progressiva e una grande sensibilità alle variazioni del tocco.
Il secondo canale offre invece un carattere più deciso, una maggiore presenza sulle frequenze medie e una saturazione più pronunciata. Due interpretazioni differenti che permettono di spaziare da sonorità blues raffinate a territori decisamente più aggressivi.
Entrambi i canali dispongono dei tradizionali controlli di Gain, Volume e Tone, ma le novità più interessanti riguardano la possibilità di intervenire in maniera più precisa sulla risposta del circuito.
Tra le caratteristiche principali troviamo:
- Due canali preamp indipendenti, utilizzabili singolarmente o in combinazione.
- Controlli Gain, Volume e Tone dedicati a ciascun canale.
- Gestione della compressione per ciascun circuito, per personalizzare la risposta dinamica.
- Nuovi controlli Deep e Ratio, che ampliano le possibilità di regolazione delle basse frequenze e della compressione.
- Ordine dei canali reversibile, per sperimentare differenti combinazioni di gain staging.
- Connessioni indipendenti per i due circuiti, particolarmente utili per l’integrazione con loop switcher e pedalboard complesse.
- Alimentazione interna elevata a 30 volt tramite charge pump, studiata per favorire un’ampia escursione dinamica e una risposta naturale ai transienti.
Una dotazione che dimostra come Cornerstone abbia voluto sviluppare un pedale non soltanto raffinato dal punto di vista sonoro, ma anche estremamente flessibile nelle situazioni reali di utilizzo.
La prova con Paul Audia: Les Paul e Suhr
Naturalmente, parlare di dinamica, compressione e sensibilità al tocco ha senso fino a un certo punto. Sono caratteristiche che bisogna ascoltare.
Per questo il Gladio MK3 è stato affidato alle mani di Paul Audia, che durante il nostro incontro ha messo alla prova il pedale utilizzando due chitarre molto differenti tra loro: una Gibson Les Paul R9 e una Suhr Scott Henderson Signature.
Con la Les Paul, grazie al carattere pieno e corposo degli humbucker, abbiamo potuto apprezzare la capacità del Gladio di produrre un overdrive ricco, morbido e armonicamente complesso, senza rinunciare alla definizione delle singole note.
Passando alla Suhr Scott Henderson, con la sua risposta più brillante e articolata, sono emerse altre sfumature del pedale, soprattutto nella gestione delle dinamiche e delle frequenze medio-alte.
È proprio questa, a mio avviso, una delle qualità più interessanti del Gladio: non cerca di imporre un unico suono alla chitarra, ma riesce a valorizzarne il carattere.
Anche l’occhio vuole la sua parte
C’è poi un altro aspetto di Cornerstone che merita assolutamente di essere raccontato e che, durante la nostra chiacchierata, è emerso con particolare evidenza: l’attenzione quasi maniacale per l’estetica.
Emilio ama gli oggetti belli. Quelli che riescono a colpire non soltanto per quello che fanno, ma anche per il modo in cui si presentano.
E questa filosofia si riflette chiaramente in ogni prodotto Cornerstone.
Il Gladio MK3 è un esempio perfetto: il suo chassis con finitura cromata a specchio, le manopole metalliche dal design esclusivo e la cura dei dettagli restituiscono immediatamente la sensazione di avere tra le mani un oggetto ricercato.
Per Emilio l’esperienza non comincia quando si collega il pedale all’amplificatore.
Comincia molto prima, nel momento in cui si apre la confezione.
Anche il packaging viene pensato e realizzato con particolare attenzione, perché l’acquisto di un pedale boutique deve rappresentare un’esperienza piacevole sotto ogni punto di vista.
Uno strumento ben realizzato e con un look curato invoglia a suonare ed è sicuramente fonte di ispirazione.
Il ritorno del Gladio
Quello che mi ha colpito maggiormente del nostro incontro con Emilio Massari non è stato soltanto il nuovo Gladio MK3, ma il percorso che si nasconde dietro questo prodotto.
L’idea di un ragazzo appassionato di elettronica che decide di costruirsi i propri pedali, inseguendo il suono dei suoi chitarristi preferiti, è diventata negli anni una realtà capace di conquistare musicisti in tutto il mondo.
E il Gladio, in un certo senso, rappresenta perfettamente questa evoluzione.
Il nuovo MK3 raccoglie l’eredità del progetto originale, la arricchisce di nuove possibilità e dimostra quanto Cornerstone continui a investire nella ricerca di un suono personale, dinamico e profondamente musicale.
Se amate le sonorità di Robben Ford, gli amplificatori Dumble e gli overdrive capaci di reagire a ogni sfumatura della vostra esecuzione, questo è certamente un pedale che merita la vostra attenzione.
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