Steve Cropper è stato uno dei chitarristi più influenti della storia della musica. La sua sei corde ha scandito dal 1961 a oggi l’r&b, il funk, il blues e il rock con la stessa facilità e perizia. Conosciuto soprattutto per la militanza negli MG’s di Booker T. Jones e nei Blues Brothers, “The Colonel” ha contribuito con grande passione allo sviluppo del sound di Memphis. Ricercato session man, apprezzato produttore, compositore e arrangiatore, ha lasciato il segno in centinaia di hit, accompagnando in tour la crema degli interpreti soul e rappresenta il personaggio perfetto per un’altra puntata al fulmicotone della rubrica “Le 10 Canzoni”.

Time Is an Ocean di Paul Simon, 1997
L’inconfondibile tocco soul vamping
Time Is an Ocean fa parte del concept album (e “sfortunato” musical di Broadway) The Capeman, incentrato sulla vera storia di Salvador Agron, un giovane portoricano condannato per omicidio nella New York di fine anni Cinquanta e successivamente redento durante il lungo periodo trascorso in prigione.
Curiosità
Paul Simon sceglie meticolosamente i musicisti di questo particolare progetto per fondere le sonorità doo-wop e salsa con il classico rhythm and blues americano. Per Time Is an Ocean si affida alle voci di Marc Anthony e Ruben Blades e ingaggia volutamente il mitico Steve Cropper alla chitarra.
Break Away di Art Garfunkel, 1975
E dopo Simon, ecco Garfunkel!
Breakaway è il secondo album da solista di Art Garfunkel ed è rimasto il suo lavoro di maggior successo commerciale. All’interno del disco spicca la title track, scritta però con le due parole staccate, Break Away, che vede la partecipazione di uno tra i migliori chitarristi che la scena musicale della seconda metà del Novecento abbia prodotto: Steve Cropper!
Curiosità
Oltre al meraviglioso lavoro di “The Colonel” alla chitarra, Break Away vanta una sezione ritmica formata da Klaus Voormann al basso e Jim Keltner alla batteria, accompagnati ai cori da David Crosby e Graham Nash, per una musica assolutamente di gran classe.
Step Lightly di Ringo Starr, 1973
La zampata di Steve
All’interno dell’album Ringo, Step Lightly si distingue per essere l’unica canzone scritta interamente e unicamente da Ringo Starr. La presenza di Cropper (che condivide le chitarre nel brano con Jimmy Calvert, impegnato all’acustica) dona al brano quel caratteristico tocco soul, pulito ed essenziale tipico del Memphis blues, fondendosi perfettamente con lo stile rilassato e pop della composizione dell’ex beatle.
Curiosità
Nel 2012, Ringo ha dimostrato il suo profondo legame con questo pezzo registrandone un remake inserito all’interno del suo album Ringo 2012.
It’s Not the Spotlight di The Manhattan Transfer, 1978
L’incredibile punto d’incontro tra il virtuosismo vocale pop jazz e il cuore pulsante del Memphis sound
Scritta da un duo d’eccezione della musica americana, il celebre paroliere Gerry Goffin (noto per i successi scritti con Carole King) e il tastierista/compositore Barry Goldberg, It’s Not the Spotlight è uno dei brani più intensi e ricchi di sentimento interpretati dai The Manhattan Transfer, pubblicato nel 1978 all’interno del loro terzo album in studio, Pastiche.
Curiosità
“Il Colonnello” suona la chitarra elettrica solista e ritmica. Il suo playing è quello che lo ha reso famoso in tutto il mondo: essenziale, pulito, privo di virtuosismi superflui, ma incredibilmente espressivo e focalizzato sul groove. Cropper ha inoltre curato il remix del brano insieme a Larry Emerine.
Rockin’ and Rollin’ on Christmas Day di Chicago, 2011
Pasqua con chi vuoi, ma Natale con…Steve Cropper!
A differenza della maggior parte delle tracce dell’album Chicago XXXIII: O Christmas Three, composto principalmente da grandi standard reinterpretati, Rockin’ and Rollin’ on Christmas Day è un motivo originale che si distacca dalle classiche ballate natalizie per abbracciare un travolgente arrangiamento in pieno stile soul e rhythm and blues, valorizzato al massimo dalla celebre sezione fiati dei leggendari Chicago. Poteva mancare “Crop”?
Curiosità
La produzione dell’intero progetto è stata affidata al mitico Phil Ramone, che aveva già lavorato con il gruppo negli anni Settanta per gli album Hot Streets e Chicago 13. All’interno di O Christmas Three compaiono anche altri ospiti illustri come Dolly Parton e gli America.
A Fool at Heart di Stephen Bishop, 1978
Tanta malinconia con una chitarra da urlo
Stephen Bishop ha dichiarato in parecchie interviste che senza l’amicizia di alcuni grandi artisti non sarebbe nemmeno riuscito a incidere un disco. Cinque sono i nomi davvero importanti per lui: Art Garfunkel, Eric Clapton, Sting, Phil Collins e, ovviamente, Steve Cropper.
Curiosità
Entrambi condividono il set e l’ambiente dell’indimenticabile film The Blues Brothers (1980), ove Cropper interpreta se stesso come membro della band (“The Colonel”) e Bishop regala un cameo memorabile nei panni di un poliziotto coinvolto nell’inseguimento dei “fratelli” Jake (John Belushi) ed Elwood (Dan Aykroyd). Durante uno dei grandi incidenti stradali a catena presenti nella pellicola, il suo personaggio, l’agente, si guarda il polso e pronuncia la famosa battuta improvvisata “They broke my watch!” , “Mi hanno rotto l’orologio!”
(Sitting on) The Dock of the Bay con Tom Jones, Live at the Royal Albert Hall, London, 2017
Un’esibizione sorprendente, da brividi!
Il co-autore, insieme a Otis Redding, di questo inno senza tempo si esibisce nel “Tempio di Londra” ricevendo un oceano di applausi.
Curiosità
Sir Tom Jones aveva già interpretato (Sittin on) The Dock of the Bay nel 1969 all’interno del suo celebre show televisivo This Is Tom Jones, rendendo questo ritorno sul palco del 2017 un vero e proprio tributo alla sua ultracinquantennale passione per la musica soul della Stax.
Undercover Man di B.B. King, 1988
Uniti nel nome del blues
Jerry Lynn Williams è tanto sconosciuto quanto basilare per le carriere di B.B. King e Clapton, basti pensare a Forever Man, Pretending, Running on Faith e Undercover Man. In quest’ultima composizione il contributo di Cropper si rivela imprescindibile.
Curiosità
Blues Brothers Forever. Le strade di SC e BB si sono incrociate in modo evidente anche sul grande schermo. Cropper era il chitarrista della Blues Brothers Band, e King è apparso al suo fianco nel film Blues Brothers – Il mito continua (1998), dove interpreta il leader dei Louisiana Gator Boys.
Ma non è finita qui. Nel 2011, il mitico “Colonnello” ha fortemente voluto il proprietario di “Lucille” nel suo album tributo Dedicated: A Salute to the 5 Royales. Steve ha raccontato con grande affetto l’emozione di quella sessione di registrazione intima: si recò a Las Vegas a casa di B.B., posizionando un microfono sul tavolino da caffè mentre “The King of the Blues” cantava e suonava seduto comodamente sul divano.
Soul Man con Sam & Dave, Live at NBC Studios for The Midnight Special, Burbank, CA, US, 1974
L’irresistibile potenza del duo in versione live insieme a un chitarrista d’eccezione
1967, chi imperversava alla chitarra in questo “tormentone” r&b dalla chiare inflessioni soul? Sempre lui, Mr. Cropper, assolutamente al top pure nella superba resa live, marchiata The Midnight Special, del 1974.
Curiosità
La sei corde più iconica e legata alla carriera di Steve è la Fender Telecaster, con cui ha definito il sound della Stax Records e dei Blues Brothers. Con questa chitarra oltre a Soul Man di Sam & Dave ha inciso capolavori quali Green Onions di Booker T. & the M.G.’s, Knock on Wood di Eddie Floyd e la già citata (Sittin’ on) The Dock of the Bay, appartenente allo straordinario songbook di Otis Redding. Unico.
Son of a Preacher Man di Ann-Margret, 2023
La travolgente interpretazione di un classico di Dusty Springfield
La chitarra di Cropper tesse la base ritmica con il suo inconfondibile stile soul, affiancata dall’organo Hammond dell’immarcescibile Brian Auger.
Curiosità
Per dare un’autentica impronta blues e r&b alla canzone, la storica attrice svedese statunitense Ann-Margret ha voluto al suo fianco il re del suono di Stax Records.
Extra: May I Baby di Peter Frampton, 1979
La musica come seconda pelle
Where Should I Be (1979) contiene non solo il classico You Don’t Know Like I Know, in cui “The Colonel” si diverte come un bambino in una sala giochi, ma anche un brano più introspettivo, sempre del repertorio che lui conosce a menadito di Sam & Dave, May I Baby.
Curiosità
Grandi affinità elettive tra uno straordinario guitar hero britannico e la storia della musica black a stelle e strisce. Proprio Peter Frampton rappresenta la figura perfetta per un altro entusiasmante episodio della rubrica Le Dieci Canzoni, la speciale serie esclusiva di Planet Guitar.
Stay tuned!
To be continued…
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