Il 20 novembre 1947 nasce a Wichita, Kansas (USA) Joseph Fidler, noto come Joe Walsh. Chitarrista, cantante e cantautore vanta una carriera di quasi 50 anni nei quali spicca la sua militanza negli Eagles. Possiamo annoverare anche ben dodici dischi da solista e la partecipazione a due band di successo come i James Gang e i Ringo Starr & His All-Starr Band!

Credits: Mpi04/Media Punch/Alamy Live News

Nel 2011 la rivista Rolling Stone lo ha inserito al numero 54 della classifica dei “100 più grandi chitarristi di tutti i tempi”.

Tra i suoi estimatori ci sono Jimmy Page, che ha dichiarato: “Ha un’enorme sensibilità per lo strumento. Ho amato il suo stile fin dai primi James Gang” ed Eric Clapton che ha detto “È uno dei migliori chitarristi da qualche tempo a questa parte. Non ascolto molti dischi, ma ascolto i suoi”.

Io e Paul di Guitar Tutorials abbiamo scelto di farvi ascoltare le iconiche intro di Life in the Fast Lane e di Life’s Been Good.

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Gli esordi e la svolta: i James Gang

Il piccolo Joseph rimase orfano di padre a soli due anni e venne adottato dal patrigno dal quale prese il cognome Walsh. Nei primi anni di vita la sua famiglia cambiò spesso casa, muovendosi su e giù per gli States. A 10 anni ricevette la sua prima chitarra e se ne innamorò ma, come vedremo, la personalità artistica di Walsh non si fermerà alle 6 corde tanto che a soli 12 anni sviluppò un interesse per il mondo dei radioamatori, avviando una stazione radio con il nominativo di WB6ACU. 

Ispirato dal successo dei Beatles prende seriamente la carriera di musicista e nel 1965 fonda i Measles, garage band dell’Ohio che incise, con Walsh come cantante e chitarrista, due brani: I Find I Think Of You and And It’s True che finirono nell’album del 1967 degli Ohio Express Beg, Borrow & Steal. Nello stesso anno Joe si candidò per sostituire Glenn Schwartz, come chitarrista dei James Gang. Il provino andò bene e dopo qualche problema di assestamento della formazione, la band incominciò a fare sul serio e nel maggio del 1968 arrivò la svolta decisiva. Furono ingaggiati per suonare al Grande Ballroom di Detroit in apertura ai Cream. All’ultimo minuto il secondo chitarrista Silverman non se la sentì di salire sul palco e così la band si presentò come trio raccogliendo ottimi consensi. Nel 1969 esce il disco di debutto Yer’ Album seguito da James Gang Rides Again del 1970, che consegnò alla storia Funk #49, un brano di grande successo e chitarristicamente molto rilevante! Poco prima dell’uscita del disco la band aprì uno show degli Who a Pittsburgh. 

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Pete Townshend rimase impressionato dallo stile del trio tanto da invitarli a partecipare all’imminente tour europeo degli Who!

Ricorda Walsh: “Pete mi disse che apprezzava il mio modo di suonare. Ne fui lusingato oltre ogni dire, perché non pensavo di essere così bravo. L’anno successivo Walsh, stanco di dover fare i conti con i limiti della band, lasciò i James Gang. “Scrivevo armonie per le voci e nessuno riusciva a cantarle; scrivevo parti per pianoforte e non riuscivamo a suonarne una sul palco. Ero frustrato“, ha raccontato. 

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Diede così vita ad un progetto solista, i Barnstorm, con i quali pubblicò l’omonimo debut album nel 1972. Finalmente Joe può dar sfogo a tutto il suo estro; suona chitarra acustica, chitarra slide, sperimenta con pedali, usa il talkbox e fa passare la sua chitarra direttamente in un altoparlante Leslie 122! Inoltre, ispirato da Townshend, utilizza il sintetizzatore ARP Odyssey in due brani: Mother Says e Here We Go. Nel 1973 esce The Smoker You Drink, The Player You Get, che rappresentò l’ennesimo gradino verso l’olimpo assestandosi alla posizione numero 6 di Billboard.

Un triennio dorato!

Nel 1975 Walsh, ormai noto nel panorama rock a stelle e strisce, riceve la chiamata più importante della sua carriera. Gli Eagles devono sostituire Bernie Leadon e scelgono proprio lui! 

L’anno dopo uscirà un album considerato all’unanimità una delle pietre miliari del rock: Hotel California. Il duetto con Don Felder nella title track è qualcosa di magico ed irripetibile, un assolo che ogni chitarrista dovrebbe imparare! Ma il contributo di Walsh non è solo questo. Life in the Fast Lane ad esempio, altro pezzo di grande successo contenuto nell’album, nasce da un suo splendido riff! 

Hotel California richiese un dispendio di energie incredibile e la band ne uscì prosciugata. Nel 1979 esce il disco The Long Run, grande successo commerciale, ma per molti non all’altezza del suo illustre predecessore. L’anno dopo gli Eagles, stremati, si scioglieranno. Ma se pensate che in quegli anni Joe si concentrò solo sugli Eagles, vi sbagliate di grosso! La sua fame di creatività lo porterà a pubblicare nel 1978 il disco solista But Seriously, Folks… ; l’ultima traccia è Life’s Been Good, una parodia della celebrità rock, che raggiungerà la posizione 12 della Billboard Hot 100 e rimarrà il suo più grande successo da solista. 

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Una curiosità: nel 1980 Walsh presentò la sua candidatura per le elezioni presidenziali promettendo di rendere Life’s Been Good il nuovo inno nazionale in caso di vittoria! Naturalmente fu soltanto una provocazione, ma il fine fu quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla classe politica di quegli anni.

Joe il mecenate

Fin qui vi ho raccontato degli innumerevoli successi musicali del nostro Joe. Il suo contributo alla storia del rock però non si limita ai dischi. Nella seconda metà degli anni 60 un giovane Jimmy Page militava negli Yardbirds con cui spesso suonava negli Stati Uniti. Durante questi tour conobbe Walsh e tra loro nacque una bella amicizia. Quando, più tardi, i Led Zeppelin presero il volo con il primo album, Joe volle fare una sorpresa al suo caro amico Jimmy… Una sopresa destinata a cambiare le sorti del sound di una delle band più famose di tutti i tempi!

“Jimmy stava cercando una Gibson Les Paul”. 

Walsh ricorda che: “Aveva suonato delle Fender con dei single coil e non erano abbastanza rock per lui. Aveva bisogno di una Les Paul per quella band. All’epoca non erano costose, ma erano difficili da trovare. Mi capitò di averne due e gliene diedi una.  L’ho venduta per circa 1500 dollari o giù di lì”.

Jimmy Page ha dichiarato a proposito “Come avevo costruito Led Zeppelin I attorno alla Fender Telecaster, ho costruito il secondo album attorno alla struttura sonora della Les Paul Standard. Né io né Joe Walsh ci rendemmo conto all’epoca di quanto fosse importante la cosa che lui aveva fatto arrivando con quella Les Paul”.Quella Les Paul divenne la celeberrima Number One!

Chissà cosa ne sarebbe stato di Whole Lotta Love o di What Is and What Is and What Should Never Be senza quella chitarra… E non finisce qui! Vi ricordate dell’amicizia con Pete Townshend? Ebbene l’eccentrico chitarrista degli Who stava cercando di ingrossare il proprio suono per l’album Who’s Next ed era difficile reperire delle Les Paul in territorio britannico a quei tempi…così il suo buon amico Joe decise di regalargli la sua Gretsch 6120 del 1959.

Duesenberg Alliance Series Joe Walsh GB

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Ho aperto la custodia ed era di un arancione brillante, e ho pensato: ‘Ugh! È orribile!”. Ma non ci volle molto perché Townshend si rendesse conto di ciò che aveva ricevuto. “Sono tornato a casa, sono andato nel mio studio e l’ho collegata. Mi ha completamente distrutto. Ora è la migliore chitarra che ho“.

Con i suoi brani, i suoi assoli e i suoi regali ad illustri colleghi, Walsh ha contribuito incommensurabilmente alla nascita e crescita della musica rock che tanto amiamo. Auguri Joe, e… grazie!

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Matteo Bidoglia