Non è il tipico guitar hero, ma quando tocca lo strumento ogni sua nota diventa qualcosa di speciale. È un songwriter di classe sopraffina e lo ha dimostrato nell’epopea dei Pink Floyd e nei lavori solisti, circondato dai più grandi musicisti. Con la nostra rubrica “Le 10 Canzoni” andiamo a goderci un aspetto meno conosciuto di David Gilmour, che aggiunge fascino e imprevedibilità a un artista leggendario. Sipario!

Sasha di Michael Kamen, 1990
Il suo tocco vellutato in un album dimenticato, ma tuttora bellissimo
L’amore per la contaminazione tra la musica classica e il jazz, il rock e il pop è il detonatore di Concerto for Saxophone, un progetto realizzato dallo storico compositore e direttore d’orchestra statunitense Michael Kamen insieme a David Sanborn. Il disco ospita a sorpresa anche figure molto note nel mondo chitarristico come Eric Clapton e David Gilmour, che incanta e regala sprazzi di classe in Sasha.
Curiosità
Scomparso prematuramente nel 2003, a soli cinquantacinque anni, Kamen è ricordato con affetto nelle liner notes di On An Island, uno dei migliori lavori solisti di Gilmour.
You Never Listen to Me di Peter Cetera, 1988
Eccellente anche nel soft rock
La Fender Stratocaster tagliente di Gilmour si distende e non fa prigionieri in questa rock ballad cupa e minacciosa di Peter Cetera, all’epoca al suo terzo album solista, il secondo dopo aver lasciato i Chicago.
Curiosità
La partnership Cetera/Gilmour è sorprendente e inaspettata, eppure funziona alla grande. You Never Listen to Me viene utilizzata anche in un episodio della quinta stagione di Miami Vice, tuttavia senza essere accreditata nei titoli di coda.
Hey Joe con Seal, Live for Amnesty International at Central TV Studios, Nottingham, UK, 1991
Lassù, dall’Olimpo dei chitarristi, Jimi annuisce convinto
Hey Joe diviene celebre grazie alla potente interpretazione di Jimi Hendrix. Ebbene, venticinque anni dopo Seal e Gilmour onorano il chitarrista più rivoluzionario del Novecento con una versione da pelle d’oca.
Curiosità
Per celebrare l’anniversario dei trent’anni di battaglie in favore dei diritti umani, nel 1991 Amnesty International organizza un comedy show e un concerto da favola, con un cast stellare. Tra i tanti brillano Morrissey, Tom Jones, Daryl Hall, Dave Stewart e Lisa Stansfield, ma il momento clou per i guitar lover è l’esecuzione di Hey Joe.
Persona di Liona Boyd, 1986
Una delle sessioni più sconosciute
Il rapporto tra Gilmour e Kamen, eccoci di nuovo a lui qui in qualità di produttore, si sviluppa a partire da The Wall, e prosegue nei decenni successivi, con il coinvolgimento del chitarrista anche in progetti secondari del tutto affascinanti.
Curiosità
Si tratta di una delle più sconosciute session del musicista inglese, comunque ricca di spunti, con un “solo” sensuale, graffiante e ammaliante. Nell’album, intitolato proprio Persona, la bravissima chitarrista classica Liona Boyd gode pure della partecipazione di Clapton e Yo Yo Ma.
I Put a Spell On You con Mica Paris Live at Later… with Jools Holland, BBC 2, London, 1992
Grandi brividi in questa intensa esibizione dal vivo
Lo standard di Screamin’ Jay Hawkins si veste di contemporaneità grazie all’interpretazione di un Maestro della sei corde (e che sei corde, la meravigliosa Red Strato!), in combinazione con la fantastica, istrionica, Mica Paris.
Curiosità
Quando Jools Holland è nei paraggi, la bellezza si diffonde in maniera esponenziale. Le sue trasmissioni, i suoi programmi hanno consentito duetti impensabili. Chapeau.
Only One Word di Propaganda, 1990
La sorpresa delle sorprese
Chi ha vissuto gli anni Ottanta non può non ricordare quel capolavoro synth pop a nome Duel inventato dai Propaganda, una band tedesca assolutamente d’avanguardia per quei tempi. Poteva il lungimirante Gilmour non collaborare con loro?
Curiosità
Colti da improvvisa celebrità, i Propaganda non riescono più a replicare l’incredibile successo di A Secret Wish (1985). Tuttavia, pur con inaspettati cambi di formazione, rimangono a galla nel mondo dello spettacolo ancora per qualche anno grazie a 1234, che oltre al noto chitarrista dei Pink Floyd annovera tra gli special guests Howard Jones e Pino Palladino.
Cryin’ Won’t Help You Babe di B.B. King, con Paul Carrack, 1997
“Lucille” incontra la “Black Strat”
David il blues ce l’ha nel sangue e non l’ha mai abbandonato dopo averlo suonato tanto agli inizi. Nei suoi assoli con i Pink Floyd, nei lavori solisti, spesso la musica del diavolo fa capolino. Un riff, un fraseggio, una progressione di accordi e ci si rituffa nella Chicago “elettrica” degli anni Cinquanta. Cryin’ Won’t Help You Babe con B.B. King e Paul Carrack ne è la grande riprova.
Curiosità
In Deuces Wild, il padre di “Lucille” si circonda per diciassette canzoni di ospiti da lui amati, come Rolling Stones, Zucchero, Clapton, Bonnie Raitt, Van Morrison, Willie Nelson e D’Angelo. Le partnership più intriganti per noi amanti delle sei corde sono quelle tra i guitar hero e l’accoppiata King/Gilmour tocca livelli altissimi, con l’incessante miagolio di una sorniona Gibson ES-335 e l’elettrizzante risposta della Black Strat.
Running Up That Hill con Kate Bush, Live at Secret Policeman Third Ball, London Palladium, 1987
Lo scopritore di un talento davvero particolare
Il coinvolgimento di Gilmour in qualsiasi progetto di Kate Bush non può mai in realtà definirsi inaspettato, essendo David il mentore dell’autrice di Wuthering Heights, tuttavia questo suo featuring in Running Up That Hill è qualcosa di travolgente, conturbante e sorprendente per intensità ed empatia.
Curiosità
Per l’occasione, il chitarrista nato a Cambridge imbraccia una marca e un modello molto particolare, la Steinberger GL2.
Brother Where You Bound di Supertramp, 1985
Una cavalcata prog rock
Sedici minuti e mezzo di pura libidine. La canzone più lunga dei Supertramp regala emozioni a non finire anche grazie alle note cesellate di Gilmour, che per l’occasione utilizza un proprio sistema di missaggio, in modo da gestire personalmente ogni suono emesso dal suo magico strumento. Gusto sopraffino e stile inconfondibile dalla prima all’ultima nota…
Curiosità
Brother Where You Bound è il primo disco senza Roger Hodgson, con il solo Rick Davies a tenere le redini del gruppo. Pur includendo la top hit Cannonball, il lavoro è invecchiato male, con sonorità troppo legate a quei tempi. Si salva solo per la brillantezza della strabordante title track, che avrebbe meritato miglior fortuna, pur se limitata dall’eccessiva durata per ricevere un riscontro popolare.
Understanding Women di Elton John, 1992
Quando l’assolo salva una canzone
The One esce nel 1992 e prosegue la rinascita artistica di Elton John dopo Reg Strikes Back e Sleeping With the Past, pubblicati alla fine del precedente decennio. Trainato da ben quattro singoli e da un’estenuante attività live, l’album presenta un brano non completamente azzeccato dal punto di vista melodico: Understanding Women. Un testo ricco di spunti, sulla difficoltà di comunicazione tra l’universo maschile e quello femminile, e, soprattutto, una serie di assoli da favola del Nostro David rendono comunque appetibile questa canzone meno riuscita.
Curiosità
Elton e David si incontrano ancora artisticamente tredici anni dopo.
Fanno parte della parata di firme scintillanti per Ever Fallen in Love (With Someone You Shoudn’t ‘ve), il singolo di “tributo” a John Peel, storico DJ della BBC scomparso nel 2004. Roger Daltrey, Robert Plant, Datsuns, Futureheads e Pete Shelley compaiono oltre a loro in questa riuscita cover del famoso brano dei Buzzcocks.
Extra: No More Lonely Nights di Paul McCartney, 1984
Una ballata dalla chitarra struggente
La power ballad per antonomasia di Paul McCartney. Un motivo che ti rimane in testa e non ti molla più. Sono passati più di quarant’anni e ancora questa musica commuove, scatena qualcosa dal profondo del cuore. Pure l’assolo è incancellabile nella memoria: arriva da un gigante dello strumento, capace di regalare emozioni a non finire. Dalle registrazioni dei Pink Floyd ad Abbey Road (inizio nel 1967) al supergruppo Rockestra, fino ai giorni nostri, l’ex Beatle ha sempre avuto un occhio di riguardo per uno dei suoi chitarristi preferiti: David Gilmour.
Curiosità
Nel 1999, Paul organizza un concerto all’epico Cavern Club di Liverpool, dove è iniziata la carriera dei Beatles, accompagnato da una superband composta da Ian Paice e Gilmour, il quale, da grande fan dei Fab Four, ricorda le prove di quello show come uno dei momenti più belli della sua vita.
E proprio McCartney rappresenta il protagonista perfetto per un’altra entusiasmante puntata della serie Le Dieci Canzoni, la rubrica unica ed esclusiva di Planet Guitar.
Stay tuned!
To be continued…
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