Yngwie Malmsteen ha la reputazione di un chitarrista che non accetta compromessi e vuole sempre avere l’ultima parola. Ma Zakk Wylde, che ha condiviso il palco con lui in Generation Axe, racconta un’esperienza diversa.

Alterna2, link, CC BY 2.0
Zakk Wylde racconta il rapporto con Yngwie Malmsteen
La fama di Yngwie Malmsteen come musicista esigente accompagna da tempo il virtuoso svedese. Alcuni racconti legati alle sue precedenti collaborazioni hanno contribuito a costruire l’immagine di un chitarrista poco disposto a scendere a compromessi.
Zakk Wylde, però, propone una prospettiva nuova, basata sulla propria esperienza in Generation Axe, il progetto che ha riunito cinque chitarristi di primo piano: oltre a Wylde e Malmsteen, Steve Vai, Nuno Bettencourt e Tosin Abasi.
In un’intervista con Elmo Lovano, riportata da Ultimate Guitar, Wylde ha raccontato che i rapporti con Malmsteen erano positivi.
«Andavamo tutti molto d’accordo con Yngwie», ha dichiarato il chitarrista, secondo la trascrizione pubblicata dalla testata.
Wylde non nega che Malmsteen abbia un carattere deciso ma secondo lui, è importante capire che cosa lo spinge a comportarsi in quel modo.
Perché Yngwie Malmsteen preferisce fare le cose da solo
Per spiegare il ragionamento di Malmsteen, Wylde ricorre a un esempio un po’ curioso: una persona che ordina una pizza con ingredienti precisi, ma continua a riceverla diversa da quella richiesta. A quel punto, la soluzione diventa prepararsela da sola.
Il senso del paragone è riassunto da Wylde in una frase: «Se non ci riescono, devi farlo tu stesso».
Secondo il chitarrista, è questo il meccanismo che può contribuire a far apparire Malmsteen difficile. Quando una persona ha un’idea precisa del risultato e ritiene che gli altri non siano in grado di realizzarla, può decidere di assumersi direttamente il controllo.
Wylde racconta anche un altro tipo di situazione, legata alla gestione delle spese e alla necessità di controllare dove finiscono i soldi. Nell’esempio riportato nell’intervista, Malmsteen chiede di vedere i rendiconti quando non è soddisfatto delle spiegazioni ricevute.
Anche in questo caso, Wylde interpreta la reazione come il tentativo di evitare che una situazione continui senza un controllo adeguato.
La reputazione di Malmsteen e il punto di vista di Wylde
La testimonianza di Wylde si inserisce in un quadro più ampio. Nel 2025 anche Steve Vai aveva proposto una lettura alternativa della reputazione di Malmsteen, sostenendo che la sua schiettezza possa essere interpretata come arroganza.
Le due testimonianze non cancellano i racconti di altri musicisti, ma mostrano che l’esperienza di lavorare con Malmsteen non viene descritta da tutti nello stesso modo.
Il punto centrale del racconto di Wylde è la distinzione tra un carattere esigente e un comportamento necessariamente ostile. Voler controllare ogni dettaglio può creare attriti professionali, ma non basta, da solo, a definire una persona difficile in ogni contesto.
Il racconto su Malmsteen lascia una questione aperta: quanto della reputazione di un grande virtuoso dipende dalle sue effettive relazioni professionali e quanto dal modo in cui il suo perfezionismo viene percepito dagli altri?
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