Il nome di Nile Rodgers è imprescindibilmente associato a quello di Fender Stratocaster. Il leggendario frontman degli Chic suona lo stesso modello del 1960 da tutta la vita, e non a caso lo ha soprannominato “The Hitmaker” : con questa chitarra ha scritto e interpretato brani che hanno venduto oltre cinquecento milioni di copie nel mondo, spaziando dalla disco music al pop. Ecco un altro personaggio perfetto per la nostra rubrica “Le 10 Canzoni”. Si dia fiato alle trombe…anzi, alle chitarre!

Upside Down di Diana Ross, 1980
La storia della Disco music in quattro minuti
Quando nel giugno 1980 Upside Down viene pubblicato come singolo, nessuno avrebbe immaginato che, dopo essere stato un tormentone mondiale per tutta quell’estate, potesse diventare un evergreen indimenticabile e imprescindibile per la musica soul, r&b, funk e disco. Invece l’incredibile gusto per le sonorità ricercate e allo stesso tempo popolari proveniente dalla penna affilata di Nile Rodgers e Bernard Edwards (i due storici frontman degli Chic) uniti alla stupenda interpretazione di Diana Ross hanno reso questo brano senza tempo. Immortale.
Curiosità
E così eccoci subito a parlare delle incredibili doti compositive e dell’iconica parte di chitarra ritmica funky di Rodgers: una scrittura fresca e innovativa, un groove unico e speciale creato dalla mitica “The Hitmaker”, la sua inseparabile Fender Stratocaster.
Higher Love di Steve Winwood, 1986
Qui di “higher”, non c’è solo l’amore, ma anche l’incredibile successo della canzone
Higher Love, tratta dal pluripremiato Back in the High Life, diventa la top hit per eccellenza di Steve Winwood, grazie a un sound rock moderno che strizza l’occhio al pop e alla black music, senza farsi mancare una breve incursione nel genere latin, con percussioni e cori accattivanti.
Curiosità
La carrellata di ospiti presenti è da urlo: si va dalla tonitruante Chaka Kahn e il re dei tamburi John “JR” Robinson, entrambi ex Rufus, a, ovviamente, il mitico Nile (che figura pure in un altro bellissimo pezzo dell’album di Steve, Wake Me Up on Judgement Day), ben visibile anche nel video del singolo.
Burning of the Midnight Lamp di Eric Clapton, 2004
Uno splendido tributo a Jimi
Tanti conoscono la struggente versione di Little Wing incisa da Eric Clapton insieme ai Derek and the Dominos, probabilmente molti meno il suo splendido rifacimento di Burning of the Midnight Lamp, tratto da Power of Soul, sentito tributo di vari artisti alla grandezza del guitar god di Seattle. Nile dirige i lavori di Slowhand, mettendoci il suo tocco alla produzione e palesando le sue straordinarie ritmiche chitarristiche.
Curiosità
Le affinità tra Clapton e Rodgers sono più di quanto ci si aspetti. Nonostante stili e generi diversi, i due nutrono lo stesso amore per il blues, il rock e la roots music. Il 1993 è il loro anno di fuoco: insieme registrano You Must Believe Me, per l’omaggio a Curtis Mayfield, Stone Free e Burning of the Midnight Lamp per quello a Hendrix. Quest’ultima vedrà la luce solo nel 2004, in un secondo album dedicato a Jimi. Il 2020, infine, li rivede insieme per il concerto in onore di Ginger Baker. Un’amicizia mai sopita.
The Reflex di Duran Duran, 1984
I “Wild Boys” incontrano l’autore di Le Freak
Le incredibili qualità di Rodgers, novello Re Mida che trasforma in oro tutto ciò che tocca, regalano un grande successo al remix di The Reflex. Comincia così il periodo da favola dei Duran Duran.
Curiosità
Simon Le Bon e soci, intrigati dalla gran classe di Nile, affidano all’ormai quotato producer anche The Wild Boys, che diventa uno dei maggiori successi della band. Un mago.
Love Don’t Live Here Anymore di Madonna, 1984
Un altro tassello nella storia del pop
Like a Virgin è qualcosa più di un semplice disco. Incarna la libertà femminile, il diritto a vivere senza pregiudizi e lancia la figura di Madonna come nuova icona pop, spregiudicata e trasgressiva sin dal nome d’arte scelto. Il buon Rodgers aiuta la “material girl” a stelle e strisce in questo straordinario progetto musicale svolgendo il ruolo di factotum. Sintetizzatori, chitarre elettriche ed acustiche imperversano in tutto l’album, e perfino un suo meraviglioso arrangiamento orchestrale viene utilizzato per uno dei motivi più sorprendenti, la cover di Love Don’t Live Here Anymore.
Curiosità
“Non mi considero davvero un ‘hitmaker’, ma penso che la mia chitarra abbia quel sound capace di dare a ogni traccia che suono una probabilità più alta della media di trasformarsi in un successo”, raccontava alcuni fa Nile durante un’intervista pubblicata in rete. Come dargli torto?
Turn the Girl Loose di Mick Jagger, 1985
Per il primo album da solista Mick sceglie il meglio
Jeff Beck, Pete Townshend, Herbie Hancock, Chuck Leavell, Ray Cooper, Steve Ferrone e Bill Laswell. Sono solo alcuni nomi scelti da Mick Jagger per il suo debutto solistico. Ovviamente non può mancare in una manciata di canzoni il leader degli Chic, sia con la Strato sia con le sue geniali idee di produzione.
Curiosità
Il nostro protagonista della puntata mette le mani su ½ a Loaf, Turn the Girl Loose e Secrets, probabilmente le tracce che hanno tenuto meglio il tempo insieme alla celebre Just Another Night.
Get Lucky di Daft Punk, 2013
L’inconfondibile tocco di Nile
Il successo planetario di Random Access Memories dei Daft Punk deve tanto a strumentisti e vocalist d’avanguardia quali Nathan East, Paul Jackson Jr., Greg Leisz, Omar Hakim, John “JR” Robinson, Julien Casablanca e Pharrell Williams. La zampata di Rodgers naturalmente si fa sentire e dona la solita incredibile vitalità al brano più gettonato dell’opera, Get Lucky, capolavoro Disco funk.
Curiosità
Nile figura tra gli autori e lascia la sua impronta chitarristica pure in altri due pezzi seminali del disco, Give Life Back to Music e Lose Yourself to Dance.
Money di Michael Jackson, 1995
Un funky-rock tutto da ballare
Money è un motivo graffiante e irriverente in cui Michael Jackson attacca l’avidità e lo sfruttamento. La traccia con le “pennellate” alla chitarra di Rodgers fa parte del doppio album HIStory: Past, Present and Future, Book I, pubblicato nel 1995.
Curiosità
La canzone si trova nel secondo disco, intitolato HIStory Continues. È il nono lavoro in studio di Jackson, un progetto che unisce le sue hit e nuovi brani.
Who’s Hurting Who con Jack Savoretti, Live on the Graham Norton Show, BBC Studioworks 6, London, 2021
Una comparsata live da ricordare
Una profonda stima reciproca, cementata dal grande amore di Nile “il newyorchese” per tutto ciò che è europeo, crea i presupposti per una collaborazione con Jack Savoretti. La loro esibizione dal vivo al Graham Norton Show è la ciliegina sulla torta di una ben riuscita partnership.
Curiosità
L’album di Savoretti nel quale è in scaletta Who’s Hurting Who si intitola Europiana e nasce dalla nostalgica idea di rispolverare gli amori musicali di gioventù. A farla da padrone, ovviamente, gli Chic, e tante canzoni di cui abbiamo parlato in questa puntata.
Don’t Stop the Dance di Bryan Ferry, 1985
L’eterno dandy spicca il volo grazie a “The Hitmaker”
Boys and Girls è un album di grandissimo successo di Bryan Ferry, icona rock coi Roxy Music e trionfale songwriter per la sua attività solista. Nel disco figurano virtuosi di ogni tipo, da Marcus Miller e Tony Levin a David Sanborn per arrivare a David Gilmour, Keith Scott e Mark Knopfler. Slave to Love e Don’t Stop the Dance sono i pezzi forti di un lavoro di altissima qualità. In quest’ultimo furoreggia con la sua Fender Stratocaster il nostro Nile Rodgers.
Curiosità
“The Hitmaker”, chitarra ormai mitica, celebre per il suo suono chiaro, scampanellante e squillante, è un modello del 1960 (con manico del 1959) comprato nel 1973 a Miami Beach. È stata elaborata con grande acume da Rodgers, che ottiene il suo particolare sound pizzicando le corde con movimenti veloci e ritmici, creando una sorta di accompagnamento percussivo.
Extra: Let’s Dance di David Bowie, 1983
Elogio della bellezza: tra Stevie Ray e Nile, il paradiso è a portata di mano
La rivoluzione sonora e musicale dell’ex Ziggy Stardust, il principe dell’innovazione. L’incontro casuale con Nile e l’altrettanto strano incrocio con Stevie Ray Vaughan: la Forza del Destino!
Curiosità
Let’s Dance rivoluziona un artista re delle rivoluzioni. Il tocco del sempreverde Rodgers, l’urgenza chitarristica di Vaughan, regalano una nuova era al Duca Bianco.
E proprio David Bowie rappresenta la figura perfetta per un altro frizzante episodio della rubrica Le Dieci Canzoni, la speciale serie esclusiva di Planet Guitar.
Stay tuned!
To be continued…
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