Dalle trame avvolgenti di Rosanna alle atmosfere sognanti di Africa, l’arte di Steve Lukather ha segnato intere generazioni, regalando colonne sonore a momenti indimenticabili. Tuttavia la sua poesia si cela anche nell’incredibile umiltà di chi, pur avendo scritto pagine indelebili della storia della musica, ha continuato a tessere trame, spesso inaspettate o addirittura sconosciute, per star leggendarie, donando il suo tocco magico a dischi che hanno fatto il giro del mondo. Ecco un’altra figura chiave della nostra rubrica “Le 10 Canzoni”!

Sartorial Eloquence di Elton John, 1980
Il trionfo della melodia in un lento strappalacrime
Steve Lukather è artista, come si suol dire, dalle mille sfaccettature. Dall’epopea con i Toto, ai progetti personali, i live strepitosi, è difficile trovare ripetitività nella sua musica, e le sue infinite collaborazioni come session man ne testimoniano ancor maggiormente le attitudini. Gli assoli sono sempre raffinati e tecnicamente ineccepibili, ma anche il suo lavoro ritmico è eccezionale, spesso troppo sottovalutato: in Sartorial Eloquence “Luke” tesse trame di chitarra eleganti, che si fondono perfettamente con il pop sofisticato della canzone.
Curiosità
Classificato forse ingiustamente come brano minore, concepito nel periodo in cui Elton John sta ricucendo il rapporto con lo storico liricista Bernie Taupin, Sartorial Eloquence vanta un testo scritto da Tom Robinson (la sua Still Loving You rimane una hit ancora in programmazione nelle radio commerciali nazionali e internazionali) e una sezione ritmica di prim’ordine con Reggie McBride al basso e Alvin Taylor alla batteria.
Physical di Olivia Newton John, 1981
Uno dei guilty pleasure più gettonati
I famigerati anni Ottanta, artisticamente parlando, hanno regalato parecchi momenti di gloria, ma pure canzoni non indimenticabili e dalle sonorità ormai antiquate come Physical.
Tuttavia, anche in questo tormentone dance pop davvero banale arriva all’improvviso un lampo di luce ad annullare l’oscurità. Il tocco di Steve riscatta un perfetto esempio di guilty pleasure musicale: alzi la mano chi non ha cantato il ritornello!
Curiosità
Lukather con i suoi “solo” permette di sorvolare anche sulla qualità di uno dei video più controversi del periodo, all’epoca persino censurato da alcune emittenti.
Say You, Say Me di Lionel Richie, 1985
Un’altra struggente ballata marchiata Lukather
Se si dovesse racchiudere tutta l’arte di Steve in un aggettivo, probabilmente il migliore sarebbe “versatilità”, qualità che lo rende uno dei turnisti più richiesti nella storia della musica. E a proposito di storia, indimenticabile, parlando sempre degli anni Ottanta, è questa iconica ballad di Lionel Richie.
Curiosità
Un’impronta chitarristica perfetta: i brevi assoli e le parti ritmiche del brano si incastrano perfettamente con il timbro morbido tipico del sound pop soul di quel decennio, esaltando la struttura della canzone.
Lite Me Up! di Herbie Hancock, 1982
La leggenda del jazz incontra il virtuoso camaleontico
Pop, rock, soul, heavy metal, country, fusion e tutte le commistioni di generi possibili conducono a Lukather, da sempre abile a districarsi in tutte le trame musicali, e la virata jazz/r&b di Lite Me Up altro non fa che confermare l’andazzo di uno dei chitarristi più poliedrici mai esistiti.
Curiosità
“Ho suonato con Paul McCartney e George Harrison, Jeff Beck ed Eric Clapton. Penso, in quegli anni, di aver collaborato con i più grandi musicisti sulla scena di allora. Posso citare anche Miles Davis e Herbie Hancock. Era una grande emozione per me. Io però non sono mai stato una superstar. Quando entravo in una stanza nessuno diceva ‘Oooh!’”, racconta Steve in un’intervista per altoadige.it di una decina d’anni fa, poco prima di un suo concerto a Lagundo (BZ).
Cause We Ended As Lovers con Lee Ritenour, Live at the Cocoanut Grove, Los Angeles, CA, US, 1990
Lee, Steve e… Jeff
Ed eccolo qui Jeff Beck (ma non è finita, come vedremo nelle prossime canzoni!): il dolore per la sua recente, improvvisa dipartita si affievolisce un poco ascoltando questa magia…
Curiosità
Amici di lunga data, Lee Ritenour e il leader dei Toto sorprendono tutti con questa versione di Cause We Ended As Lovers, composizione di Stevie Wonder resa celebre da Beck nel pluripremiato Blow by Blow.
It’s Only My Heart di Michael Bolton, 1989
Estro e stile inconfondibili
It’s Only My Heart è solo uno dei vari pezzi del repertorio di Michael Bolton in cui Steve lascia la sua impronta. Tuttavia, forse è quello che stupisce maggiormente per intensità.
Curiosità
Soul Provider è l’album che racchiude anche Forever Eyes, un’altra traccia con lo zampino di un immenso Lukather.
Git Down (Guitar Groupie) di Cher, 1979
La Dea del Pop si fa aiutare dall’arcangelo della chitarra
Un brano molto particolare, da ascoltare e riascoltare, sancisce un’ interessante partnership artistica tra “The Goddess of Pop” e il Maestro delle sei corde.
Curiosità
Il mitico Gene Simmons, fidanzato all’epoca di Cher, è anch’egli presente in Git Down (Guitar Groupie) nell’inusuale ruolo di backing vocalist.
Everybody Hurts di Joe Cocker, 2004
Il classico dei R.E.M. ribaltato come un calzino dalla premiata coppia Joe & Steve
Nell’arco della sua lunga carriera Joe Cocker si è spesso circondato di formidabili guitar hero, per rendere sempre più intense ed emozionanti le sue ballate. Poteva mancare Steve Lukather?
Curiosità
Il “Leone di Sheffield” sorprende tutti con questa struggente resa di Everybody Hurts, uno dei motivi più amati dalla fanbase dei R.E.M..
La scelta dell’autore di I’ll Be Over You per le parti di chitarra si rivela assolutamente indovinata.
Freeway Jam con Jeff Beck, Live at Sound Market Festival, Nagano, Japan, 1986
Sperimentazione e condivisione: un progetto sorprendente
Il “tour de force” in Giappone di Carlos Santana, Jeff Beck e Steve Lukather non fa prigionieri. La comparsata di quest’ultimo in Freeway Jam rimane memorabile.
Curiosità
Quando Steve suona insieme a Jeff e Carlos al Sound Market Festival di Nagano, utilizza principalmente la sua chitarra Ibanez Steve Lukather Model del 1986, il suo modello personale al quale è legato indissolubilmente. Più recentemente, anche Music Man ha introdotto un modello signature per Luke, la Music Man Luke.
Back on the Road di Earth, Wind & Fire, 1980
Un sodalizio vincente
Tra grandi strumentisti ci s’intende, ecco una splendida comparsata (con tanto di riff graffiante) di SL, in un disco degli Earth, Wind & Fire.
Curiosità
Il rapporto tra “Luke” e gli EWF risale alla fine degli anni Settanta, ed è nato grazie alla sua intensa attività come turnista e collaboratore di fiducia del celebre produttore David Foster. Prima di raggiungere il successo mondiale con i Toto, il talentuoso chitarrista ha contribuito in due storici album della band.
Extra: I Want You (She’s So Heavy) con Eddie Van Halen, Live in Chicago, IL, US, 1996
Eddie & Steve rifanno i Beatles tra acrobazie e scintille
Nel novembre 1996, Eddie Van Halen e Steve Lukather si esibiscono insieme con l’estemporaneo gruppo The Lou Brutus Experience in occasione di un concerto di beneficenza a Chicago, al fine di aiutare il chitarrista Jason Becker (componente dei Cacophony e legato artisticamente a David Lee Roth), affetto da SLA. I Want You dei mitici Fab Four è l’occasione per scatenare un’incendiaria jam session. Insuperabili.
Curiosità
La scaletta dello spettacolo prevede anche composizioni di Jimi Hendrix, Led Zeppelin e The Surfaris, oltre a un pezzo autografo dei Van Halen, per uno show adrenalinico e senza esclusione di colpi, con la partecipazione straordinaria di Billy Sheehan e Pat Torpey, a formare una sezione ritmica da favola.
Una storia infinita e al di là del tempo quella tra Eddie e Steve: all’inizio fu Beat It, ora sta arrivando il momento del disco “postumo” dei Van Halen.
Proprio Eddie Van Halen è il personaggio perfetto per un altro esaltante episodio della rubrica Le Dieci Canzoni, la speciale serie esclusiva di Planet Guitar.
Stay tuned!
To be continued…
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