Sul poeta e songwriter americano Bruce Springsteen, simbolo di una generazione che non si arrende mai, sono stati scritti fiumi d’inchiostro, tanto da rendere ridondante una sua presentazione. Probabilmente raccontare delle sue collaborazioni più inusuali, della sorprendente prolificità anche dal punto di vista delle ospitate in studio e in palcoscenico potrebbe essere un modo per mettere in luce un lato meno analizzato dell’eroe del New Jersey. Per la serie “Le Dieci Canzoni” addentriamoci in un universo poco conosciuto dell’artista a stelle e strisce, sempre pronto a offrirci partnership inaspettate e stimolanti. 

Bruce Springsteen live at Hyde Park, 2023 © Justin Ng / Alamy Stock Photo

Disorder in the House di Warren Zevon, 2003

Il “Boss” duetta con uno dei più grandi (dimenticati) songwriter americani

Secondo la critica specializzata Warren Zevon rappresenta uno delle quattro novità imprescindibili che caratterizzano gli anni Settanta. Gli altri tre sono Neil Young, Jackson Browne e… guarda caso, proprio Bruce Springsteen. “The Boss” offre il suo contributo nel bellissimo e commovente The Wind, album finale dell’artista nato nel ’47 a Chicago, concepito con le ultime forze rimaste poco prima di morire per un maledettissimo cancro.

Curiosità

Disorder in the House è un rock di grande classe. Springsteen si diverte come un matto ai cori e con la sua mitica e particolare Fender Esquire. Bruce non fa mancare i suoi vocalizzi insieme a Jackson Browne pure in Prison Grove, ove fa capolino l’incantevole slide di Ry Cooder.

Harley Benton TE-52 NA Vintage Series

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(1969)

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Sea of Heartbreak di Rosanne Cash, 2009

Un classico del country vive di nuova luce grazie alla Cash e a un inaspettato ospite

Sea of Heartbreak viene portata al successo nel 1961 dalla star del country Don Gibson. Seguono altre cover di successo e versioni meno conosciute, ma mai ricche d’intensità e fantasia creativa come quelle del compianto Jimmy Buffett e di Rosanne Cash con Springsteen.

Curiosità

Anche il padre di Rosanne, Johnny Cash, the Man in Black, uno degli artisti più amati da Bruce,rivisita la canzone nel suo pluripremiato Unchained (1996).

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Protection di Donna Summer, 1982

Scritto da Bruce, diventa un successo per Donna Summer che lo ospita pure nel brano

Protection è un singolo di successo di Donna Summer e fa parte del suo omonimo album realizzato nel luglio 1982. La canzone vede la partecipazione di una nutrita schiera di star, dai fratelli Steve e Jeff Porcaro, Steve Lukather e David Paich dei Toto a Roy Bittan, Greg Phillinganes ed Ernie Watts. Springsteen è accreditato solo per la chitarra solista, ma la sua voce si sente chiaramente nel brano, in particolare nei cori finali in dissolvenza.

Curiosità

All’inizio del 1982, Bruce Springsteen e la E Street Band stanno registrando alcune tracce per il futuro, pluripremiato capolavoro Born In The U.S.A. Nel frattempo, il dirigente discografico David Geffen chiede all’amico Jon Landau, manager del Boss, se il suo cliente si sente di scrivere qualcosa per Donna Summer, entrata a far parte della sua etichetta Geffen Records nel 1980. Per questa collaborazione inaspettata Bruce incide un demo di Cover Me, ma quando Landau lo ascolta gli suggerisce di tenerlo per sé. Mai scelta fu migliore! Springsteen decide allora di offrire a Donna Summer Protection, una canzone inedita scritta nel 1979.  

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Street Hassle di Lou Reed, 1978

La bellezza della casualità arricchisce di intensità una canzone meravigliosa

Non solo opening act per i concerti di Lou Reed e la sua backing band The Tots nel 1973, quando Bruce e la E Street erano agli inizi e nessuno avrebbe previsto la loro esplosione. La storia di questi due protagonisti della musica americana si arricchisce di un capitolo importante nell’ottobre ’77 quando il Nostro partecipa come voce parlante nella stupenda “suite” Street Hassle.

Curiosità

Bruce non compare nei credits a causa delle continue battaglie legali all’epoca con l’ex manager Mike Appel. Ma dal minuto 9:02 a 9:39 interviene nel pezzo, contribuendo anche a modificare l’ultima riga, scritta da Reed citando proprio Born to Run. Il ragazzo “nato per correre” si trova casualmente nello stesso studio, il Record Plant, lo stesso giorno in cui Lou sta a fatica ultimando la canzone. Da un suggerimento del tecnico del suono nasce il suo coinvolgimento e, come si suol dire, “the rest is history!”

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Tumbling Dice con The Rolling Stones, live at Newark, New Jersey, 2012

Si dice sia la canzone delle “pietre rotolanti” preferita da Bruce. Una performance da brividi!

Un’esibizione top del Boss, che sfodera le sue mosse da fuoriclasse e tiene testa a Ronnie Wood con un assolo da manuale. Quello tra i Rolling Stonese e Springsteen è un ”duetto” da enciclopedia della musica. Chapeau. 

Curiosità

Si è rivelata una performance talmente grandiosa e stupefacente che viene riproposta con altrettanta grinta e devozione in un’altra occasione a maggio 2014, al Rock in Rio di Lisbona

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Faster and Louder diThe Dictators, 1978

Probabilmente la “collaborazione” meno conosciuta di Bruce, ma che merita di essere inserita a testimonianza dell’unicità de “Le Dieci Canzoni”

Bruce fa una fugace apparizione con i Dictators nella traccia principale del loro album Bloodbrothers del 1978 quando scopre che la band sta registrando il terzo lavoro nello stesso edificio in cui vengono mixati i brani di Darkness on the Edge of Town. Al minuto 2:10 circa si può udire Bruce che grida “One, two…one two three four!”, dando così il via alla band per il ritornello finale. Una vera chicca per intenditori.

Curiosità

Il Boss è un grande fan dei primi due album di questo poco conosciuto, ma influente gruppo punk. Durante un concerto degli anni Settanta indossa sul palco una maglietta dei Dictators e dedica loro nientemeno che Born to Run!

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I Still Haven’t Found What I’m Looking For con U2, live at Waldorf Astoria Hotel, New York City, 2005

La magia di una serata speciale

Nel 1999 Bruce Springsteen viene indotto nella Hall of Fame da Bono. Sei anni dopo l’autore di Born in the USA fa gli “onori di casa” per gli U2 e si unisce alla band per la stupefacente esecuzione di I Still Haven’t Found What I’m Looking For.

Curiosità

“Quando dico che l’America non è solo un paese ma un’ideale, penso a persone come Bruce Springsteen”, esclama il leader del gruppo irlandese prima di eseguire la canzone. Ma la sorpresa avviene alla fine del terzo ritornello, quando grida: “Sto cercando il Boss!”. Sentendo la chiamata, Bruce sale sul palco imbracciando una Strat e rende memorabile la performance della band. Magic Moments!

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Up to You di The Epidemics – Shankar & Caroline, 1989

Un’altra partnership insolita da “rispolverare” con il duo The Epidemics, ovvero L. Shankar e Caroline Morgan 

Up to You è stata scritta da L. Shankar, violinista e compositore indiano con un passato di importanti collaborazioni con John McLaughlin e Phil Collins, e dalla tastierista britannica Caroline Morgan. La canzone viene pubblicata nel loro album del 1989 Eye Catcher e incorpora frammenti strumentali dell’esibizione dal vivo del 30 settembre 1988 a Nuova Delhi con Springsteen. Si tratta della prima apparizione in India del songwriter americano, durante l’Amnesty International Human Rights Now! Tour.

Curiosità

L’estratto live vede Bruce all’armonica accompagnato da Nils Lofgren e David Rhodes alla chitarra, David Sancious alle tastiere, Darryl Jones al basso, Manu Katche alla batteria, Mino Cinelu alle percussioni, Zakir Hussain alle tabla e Vikku Vinayakram al ghatam. Il brano in studio presenta invece Shankar alla voce e al doppio violino (una sua incredibile invenzione!), Caroline al canto e al tamburello, Glen Alexander alle chitarre, Giovanni Fusco alle tastiere, Andrew Harkin al basso e Jerry Cuccurullo alla batteria.

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New York State of Mind con Billy Joel, live at Madison Square Garden, New York City, 2009

L’esibizione leggendaria di due straordinari storytellers 

In occasione del venticinquesimo anniversario della Rock & Roll Hall of Fame ecco un divertente, intenso e inatteso duetto su un classico di Billy Joel.

Curiosità

Il 18 luglio 2018, per festeggiare la centesima esibizione sul palco del Madison Square Garden, Joel invita Springsteen. I due eseguono insieme Tenth Avenue Freeze-Out e Born to Run, tra il tripudio della folla.

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Going Home di Mark Knopfler’s Guitar Heroes, 2024

Il tripudio di chitarre organizzato dall’ex leader dei Dire Straits ospita anche il “working class hero” del rock 

La nuova registrazione di Going Home (Theme From Local Hero), presenta una formazione senza precedenti, con Sting, Ringo Starr e Roger Daltrey insieme ad alcuni dei più grandi chitarristi della storia. Con Mark Knopfler e il nostro Bruce ci sono David Gilmour, James Burton, Ronnie Wood, Slash, Eric Clapton, Ry Cooder, Pete Townshend, Nile Rodgers, Brian May, Tony Iommi, Joe Walsh, Steve Lukather, Steve Vai, Joe Satriani, Buddy Guy, Peter Frampton, Audley Freed, Tom Morello, Sonny Landreth e Derek Trucks, solo per citarne alcuni.

Curiosità

Il brano si apre con un tuffo al cuore: l’ultima registrazione di Jeff Beck

Non manca una buonissima rappresentanza dell’altra metà del cielo, da Susan Tedeschi a Joan Armatrading, senza dimenticare Orianthi e Sheryl Crow. Anche l’Italia è presente grazie a Zucchero.

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Extra: Highway 61 Revisited con Bonnie Raitt e Jackson Browne live at the Shrine Auditorium, Los Angeles, 1990

Eccovi un’intrigante versione di un brano epocale di Dylan

Durante uno dei due concerti di beneficenza del Christic Institute, tenuti nel novembre ’90 allo Shrine Auditorium di Los Angeles, ecco la sorpresa che non ti aspetti! Jackson Browne, Bonnie Raitt e il Boss uniscono le loro forze per rileggere in chiave acustica Highway 61 Revisited. Una performance elettrizzante assolutamente da ricordare, nonostante la scarsa qualità video.

Curiosità

Non si tratta dell’unica volta in cui le strade di Bruce e Bonnie si sono incrociate. Il loro profondo amore per il blues, il folk, il country e, ovviamente, il rock and roll, ha fatto intraprendere loro un percorso musicale molto simile, che ha consentito alcuni intrecci, grazie anche alle numerose attività benefiche di cui sono stati entrambi promotori. E proprio la figura di Bonnie Raitt, formidabile eroina della chitarra e incantevole maestra di vita, calza a pennello per diventare protagonista della prossima puntata de Le Dieci Canzoni, la nostra serie esclusiva di Planet Guitar.

Stay tuned!

To be continued…

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Alessandro Vailati